Basilea 2

Introduzione a Basilea 2

Basilea 2A causa della crisi petrolifera all'inizio degli anni '70, che provocò gravi turbamenti nel mercato dei cambi, i rappresentanti degli Stati del G10 istituirono il Comitato di Basilea, l’accordo prende il nome di Basilea perché proprio nella placida cittadina svizzera ha sede la Banca dei regolamenti internazionali, a cui fu affidato il compito di garantire la stabilità del sistema bancario a livello mondiale, per la sicurezza dei depositanti, della banche, degli azionisti e dell'intera economia, nonché di fissare regole univoche per tutte le banche.

Leggi tutto: Introduzione a Basilea 2

 

Pilastri di Basilea 2

Tre pilastriIl contenuto del nuovo accordo si articola su tre pilastri:
I Requisiti patrimoniali minimi
Si tratta di un affinamento della misura prevista dall'accordo del 1988 che richiedeva un requisito di accantonamento dell'8%. In primo luogo, ora si tiene conto del rischio operativo (frodi, caduta dei sistemi) e del rischio di mercato. In secondo luogo, per il rischio di credito, le banche potranno utilizzare metodologie diverse di calcolo dei requisiti. Le metodologie più avanzate permettono di utilizzare sistemi di internal rating, con l'obiettivo di garantire una maggior sensibilità ai rischi senza innalzare nè abbassare, in media, il requisito complessivo. La differenziazione dei requisiti in funzione della probabilità d'insolvenza è particolarmente ampia, soprattutto per le banche che adotteranno le metodologie più avanzate. Questo è il “pilastro” che interessa maggiormente le PMI poichè stabilisce che per il calcolo dei requisiti minimi patrimoniali si possano utilizzare differenti metodologie di calcolo del rischio assunto.
Il controllo delle Banche Centrali
Tenendo conto delle strategie delle singole banche in materia di patrimonializzazione e di assunzione di rischi, le Banche Centrali avranno una maggiore discrezionalità nel valutare l'adeguatezza patrimoniale delle banche, potendo imporre una copertura superiore ai requisiti minimi. Viene precisato il ruolo degli Organi di Vigilanza che sono tenuti a monitorare costantemente l'adeguatezza dei livelli di capitalizzazione rispetto ai rischi e a valutare la coerenza delle politiche gestionali messe in atto dalle banche per rispettare gli indicatori stabiliti dalla normativa.
Disciplina del Mercato e Trasparenza.

Sono previste regole di trasparenza per l'informazione al pubblico sui livelli patrimoniali, sui rischi e sulla loro gestione. Il terzo punto introduce cambiamenti nella diffusione di informazioni da comunicare al pubblico sia per quanto attiene il bilancio che le aree di rischio.

Il secondo e il terzo pilastro sono di particolare interesse per il settore bancario e per gli operatori finanziari, mentre il primo assume una rilevanza indiscutibile per il soggetto a cui si deve concedere il finanziamento ( le imprese).

Leggi tutto: Pilastri di Basilea 2

 

Sistemi di Ponderazione

Il sistema di ponderazione, che misurava il Rischio di Credito alla luce i Basilea 1 si basava esclusivamente su cinque coefficienti, in relazione alla tipologia di debitori:

- 0% per gli impieghi verso governi centrali, banche centrali e Unione Europea;

- 20% per gli impieghi verso enti pubblici, banche e imprese di investimento;

- 50% per i crediti ipotecari e le operazioni di leasing su immobili;

- 100% per gli impieghi verso il settore privato;

- 200% per le partecipazioni in imprese non finanziarie con risultati di bilancio

negativi negli ultimi due esercizi.

La logica di Basilea 1 fu, quindi, quella di legare il rischio insito nel portafoglio attività delle banche con la rispettiva dotazione patrimoniale.

In conseguenza di Basilea 1, quindi, le banche ad ogni incremento dell'attivo dovevano aumentare il capitale di vigilanza, proporzionalmente ai coefficienti di ponderazione relativi alla tipologia dei nuovi debitori.

Esempio 1: Investimento in Titoli di stato (100 Euro).

Partimonio di vigilanza = 8% * 100 * 0 = 0 Euro

Nel caso di una attività sotto forma di B.O.T. per 100 Euro, la banca non era obbligata ad accantonare patrimonio di vigilanza a garanzia del credito, in quanto la controparte (lo Stato Italiano) era considerata “sicura”.

Esempio 2: Finanziamento ad una impresa con ultimo bilancio positivo (100 Euro).

Patrimonio di vigilanza = 8% * 100 * 100% = 8 Euro

Se la banca concedeva credito ad una impresa privata, quindi, il coefficiente di ponderazione da considerare era del 100%; pertanto a fronte di un finanziamento concesso di 100 Euro, la banca doveva accantonare a riserva 8 Euro, indipendentemente da valutazioni sugli equilibri patrimoniali, finanziari, economici, e quant'altro potesse chiarire con precisione il “reale” stato di salute dell'impresa stessa. Ne conseguiva che a parità di dotazione patrimoniale richiesta, le banche erano incentivate a preferire, nell’ambito della stessa tipologia di clienti, investimenti più rischiosi per ottenere una maggiore redditività complessiva.

Leggi tutto: Sistemi di Ponderazione

 

I rischi

La nuova valutazione del rischio di credito.

Il Nuovo Accordo “emanato” dal Comitato prevede che le banche rispettino dei requisiti patrimoniali minimi obbligatori che assicurino la copertura patrimoniale (data dal c.d. Patrimonio di Vigilanza) del rischio di credito, di quello di mercato e del rischio operativo.
Con l’introduzione di “Basilea 2” alle banche è concessa la possibilità di scegliere la metodologia da utilizzare per quantificare il Patrimonio di Vigilanza da detenere (“calcolo del requisito patrimoniale”) a fronte dei rischi di credito.
Le imprese sono interessate direttamente soltanto alle prescrizioni relative al rischio di credito poiché è da questo che dipende la concessione dei finanziamenti tuttavia, l’introduzione del rischio operativo, determinerà un incremento dei costi generali delle banche che andrà inevitabilmente ad incidere in qualche misura anche sul costo del denaro per le imprese.
Al fine di valutare il rischio di credito associato alle diverse imprese ed operazioni di finanziamento, le banche potranno adottare il metodo standard ( rating esterni) oppure il metodo dei rating interni (I.R.B.), a sua volta suddiviso in una versione di base (“foundation”) ed una avanzata (“advanced”).

Leggi tutto: I rischi

 
Cookies Policy