Trending
Home » Articoli » Fiere » Batterie, accumulo e 5G: la sfida tecnologica delle città passa dall’industria Fiere

Batterie, accumulo e 5G: la sfida tecnologica delle città passa dall’industria

8 Ottobre 2026

La transizione tecnologica delle città passa sempre più dalla capacità di integrare energia, mobilità, connettività e dati. È questo uno dei temi centrali della seconda giornata di Urban Tech 2026 – The Urban Technology Show, in corso a BolognaFiere, dove il programma ha dedicato ampio spazio all’evoluzione dell’industria delle batterie e alle infrastrutture wireless.

Al centro del Battery Day, appuntamento dedicato alla filiera italiana delle batterie, sono state analizzate le prospettive del mercato mondiale al 2035. Secondo i dati illustrati da Nadia Acerbi di Eurobat attraverso il white paper “2035 Innovation Road Map”, la domanda globale potrebbe arrivare a 7,25 TWh. Il litio dovrebbe mantenere un ruolo predominante, con una quota stimata dell’81%, mentre seguirebbero piombo (10%), sodio (8%) e nickel e altre tecnologie (1%).

Il quadro che emerge è quello di un settore destinato a rimanere tecnologicamente diversificato. «La diversificazione delle tecnologie rimarrà fino al 2035», ha spiegato Acerbi, sottolineando come litio e piombo siano destinati a conservare una posizione di rilievo, senza escludere l’arrivo di nuove soluzioni che potrebbero modificare gli equilibri e richiedere ulteriori investimenti in ricerca e sviluppo.

In Italia cresce il mercato dell’accumulo

Un altro segmento in forte evoluzione è quello dello storage energetico. Francesco Serrano di Motus-E ha indicato in 18 GWh il valore del mercato italiano delle batterie per l’accumulo stazionario nel 2025.

Le prospettive restano positive nei diversi comparti: le stime indicano una crescita del 50% per le applicazioni utility-scale, del 33% per il segmento commercial & industrial e del 18% per il mercato residenziale.

Per l’industria europea, tuttavia, la crescita della domanda dovrà essere accompagnata da un rafforzamento della capacità produttiva. Secondo Serrano, infatti, l’Europa dispone di competenze importanti nella ricerca e nella nascita di startup, ma incontra maggiori difficoltà quando si tratta di trasformare l’innovazione in produzione industriale su larga scala.

Tra le tecnologie sotto osservazione ci sono anche le batterie al sodio, considerate particolarmente interessanti per la mobilità elettrica, ma ancora lontane, secondo Motus-E, da una diffusione di massa.

Smart city, il valore nasce dalla condivisione dei dati

L’integrazione tecnologica è stata al centro anche del confronto sulla filiera industriale italiana delle comunicazioni wireless e sulle prospettive della ricerca per le prossime generazioni tecnologiche.

La smart city viene infatti sempre più interpretata come un ecosistema nel quale infrastrutture e servizi devono dialogare tra loro. Per sfruttarne pienamente le potenzialità sarà quindi necessario superare la gestione separata dei dati e favorire sistemi capaci di raccoglierli, elaborarli e condividerli tra servizi differenti.

Un tema particolarmente rilevante riguarda il 5G. Giovanni Guerri di Guglielmo SpA ha evidenziato quello che ha definito un paradosso della nuova tecnologia: prestazioni e velocità elevate che, però, non sempre si traducono in una copertura efficace all’interno degli edifici.

La criticità riguarda soprattutto la penetrazione del segnale indoor. Una possibile risposta consiste nell’utilizzare le infrastrutture Wi-Fi già presenti per estendere la connettività 5G anche negli ambienti chiusi, con l’obiettivo di garantire agli utenti una transizione continua tra le diverse reti.

Come esempio è stata citata Londra, dove in alcune delle aree urbane più dense l’infrastruttura pubblica e i dispositivi degli utenti sono già chiamati a interagire in modo sempre più integrato.

Dalla mobilità autonoma all’intelligenza artificiale

Il programma di Urban Tech 2026 proseguirà con nuovi appuntamenti dedicati alle trasformazioni che stanno interessando le città e i sistemi di mobilità.

Tra gli argomenti in agenda figurano il futuro della componentistica italiana, la guida autonoma, le tecnologie per il trasporto urbano a emissioni zero e l’impiego dell’intelligenza artificiale a supporto delle decisioni delle amministrazioni.

Il filo conduttore è quello di una trasformazione urbana che richiede non soltanto nuove tecnologie, ma anche infrastrutture, capacità industriale e una maggiore integrazione tra sistemi.

Urban Tech 2026 è composto da E-Tech Europe 2026, E-Charge 2026, Traffic 2026 e Wireless & Towers 2026.