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Milano Cortina 2026, vertice all’Università LUMSA sulla legacy olimpica

23 Ottobre 2026

Che cosa resta nei territori di montagna quando si spengono i riflettori dei Giochi? È la domanda attorno a cui è ruotato il vertice istituzionale tenutosi il 19 ottobre 2026 nella Sala Pia dell’Università LUMSA di Roma. Il convegno nazionale «Olimpiadi e Paralimpiadi, una legacy per un turismo sostenibile» è stato organizzato dall’Ateneo capitolino insieme alla Fondazione Cortina, al Ministero del Turismo e al Comune di Cortina d’Ampezzo. L’obiettivo era tracciare un bilancio del lascito economico, infrastrutturale e sociale di Milano Cortina 2026, toccando mobilità alpina, abbattimento delle barriere e turismo sostenibile.

Università LUMSA

All’Università LUMSA il significato di “legacy” tra infrastrutture e vita quotidiana

Un’edizione olimpica e paralimpica mette i territori ospitanti sotto una pressione logistica e ambientale fuori dall’ordinario, tra grandi cantieri e ingenti investimenti pubblici. Il vero banco di prova per il Sistema Paese, però, è trasformare quello sforzo in una legacy duratura, cioè un patrimonio tangibile e intangibile che non finisca con il calendario delle gare. Il dibattito all’Università LUMSA è andato oltre la dimensione agonistica e ha guardato agli effetti strutturali delle opere realizzate nell’arco alpino e nei nodi metropolitani. L’eredità, dunque, non può limitarsi alla gestione degli impianti sportivi: deve coincidere con la modernizzazione delle strade, il potenziamento dei collegamenti ferroviari e la messa in sicurezza idrogeologica di vallate storicamente vulnerabili. Il convegno ha affrontato anche le sfide della transizione ecologica e gli effetti dell’overtourism, fenomeno che minaccia l’autenticità dei borghi montani e la serenità delle comunità residenti, ponendo al centro un modello di fruizione lenta, destagionalizzata e rispettosa dell’ambiente. L’obiettivo condiviso dalle istituzioni è evitare nuove «cattedrali nel deserto», così che ogni chilometro di asfalto e ogni struttura riqualificata continuino a generare valore per l’economia montana e per l’indotto turistico nei decenni a venire.

Accessibilità e prospettive future nel confronto all’Università LUMSA

Tra i pilastri del lascito dei Giochi, un ruolo di primo piano spetta all’eredità paralimpica. Gli adeguamenti normativi e logistici richiesti per ospitare gli atleti paralimpici hanno innescato un cambiamento culturale e materiale, con l’abbattimento delle barriere architettoniche negli scali ferroviari, nelle strutture ricettive, nei palazzetti e negli spazi pubblici di Cortina e delle vallate collegate. La piena accessibilità non deve più essere una deroga tecnica o una concessione, ma un parametro di dignità e modernità civile: questo il tema al centro del confronto. Garantire la libera fruizione degli spazi a persone con disabilità temporanea o permanente, ad anziani e a famiglie significa ampliare la platea che può vivere la montagna, sancendo il diritto di godere di natura e sport senza ostacoli discriminatori. Il convegno promosso dall’Università LUMSA si è distinto anche per il profilo dei relatori, chiamati a comporre una visione corale e operativa. Dal vertice romano scaturirà un documento programmatico per fare dell’esperienza di Milano Cortina un modello esportabile nella pianificazione dei grandi eventi sportivi futuri, a dimostrazione che sviluppo economico, sostenibilità ambientale e coesione sociale possono procedere insieme.