Complesso della stazione Centrale, ex Scalo Ravone e Dopolavoro Ferroviario Mascarella: sono le tre aree principali della città di Bologna al centro del nuovo accordo di rigenerazione urbana siglato tra Ferrovie dello Stato Italiane e Comune. L’obiettivo è riqualificare le ex zone ferroviarie e restituire alla cittadinanza nuovi spazi sostenibili destinati ad attività che vanno dalla promozione culturale all’edilizia sociale. Il protocollo di intesa è stato presentato lo scorso 25 marzo dal Sindaco Matteo Lepore e dall’AD di FS Italiane Luigi Ferraris. All’evento presente anche il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini. In totale gli interventi di riqualificazione interesseranno circa 500 ettari, ha spiegato il Primo Cittadino: “Abbiamo deciso di candidarci a uno dei bandi del Pnrr, in particolare l’ultima chiamata per i progetti di rigenerazione urbana. Per noi rigenerare queste aree è importante perché sono ferme da 15 anni. Devo ringraziare Ferrovie, senza questo protocollo la nostra candidatura sarebbe stata difficile”. Grazie a FS Italiane e alle risorse del Pnrr, il Comune acquisirà la disponibilità delle aree permettendo così lo sviluppo del progetto. Nel dettaglio, per l’ex Scalo del Ravone è previsto un intervento da 60 milioni che si concretizzerà nella realizzazione di un distretto dedicato all’innovazione sociale, al mutualismo e all’economia collaborativa. Verranno recuperati gli edifici industriali, ai quali si aggiungeranno ulteriori 10 ettari di nuove aree pubbliche dove sorgeranno edifici destinati ad usi pubblici, attività di servizio per nuove produzioni e co-housing ed edilizia sociale ed innovativa. Anche i collegamenti con le zone circostanti verranno migliorati, grazie alla realizzazione di un ponte pedonale e ciclabile verso il sistema dei percorsi ciclopedonali dell’area di Prati di Caprara e della strada carrabile tra via Casarini e via del Chiù. Per quanto riguarda il DLF Mascarella, con un investimento di 11 milioni di euro gli spazi verranno adeguati così da ospitare un polo destinato ad attività sportive, culturali e ricreative. Un altro Polo, quello della Memoria Democratica, verrà invece realizzato ristrutturando una parte degli edifici della stazione Centrale. Un intervento da 21 milioni di euro di investimento per 8mila metri quadri di edifici: “Un punto di riferimento nazionale sulla storia contemporanea e sul tempo presente – si legge nel comunicato stampa – che ospiterà anche il principale archivio sulla storia contemporanea della città e del Paese, installazioni permanenti e temporanee, spazi aggregativi ed educativi”. Soddisfatto l’AD di Ferrovie dello Stato Italiane, che ha parlato anche di integrazione con il Piano Industriale del Gruppo: “Il nostro Piano riserverà un’attenzione particolare anche al tema della rigenerazione delle città in chiave sostenibile – ha dichiarato Luigi Ferraris – e lo farà mettendo a disposizione il nostro know-how e i nostri asset immobiliari e fondiari non più strumentali all’esercizio ferroviario, spesso vicini alle stazioni, come qui a Bologna, e coinvolgendo cittadini, operatori economici e amministrazioni pubbliche. Se l’obiettivo è migliorare la qualità della vita nelle nostre città – conclude – lo possiamo perseguire soltanto attraverso un confronto e una costruttiva collaborazione con tutti gli stakeholders, iniziando dalle amministrazioni comunali”.
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