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Pietro Labriola: Tim investe 550 milioni contro l’impatto ambientale del digitale

26 Agosto 2026

Tim ha varato un piano di transizione climatica pensato per contenere l’impatto ambientale di un settore digitale in continua espansione, tra connettività, cloud e servizi basati sull’intelligenza artificiale. A illustrarlo è Pietro Labriola, Amministratore Delegato del Gruppo, che ha definito una strategia da 550 milioni di euro destinata a ridurre gradualmente le emissioni nei prossimi decenni.

Pietro Labriola

Pietro Labriola e gli obiettivi al 2030, 2040 e 2050

Il piano promosso da Pietro Labriola traccia un percorso di riduzione progressiva delle emissioni con tappe intermedie fissate al 2030 e al 2040, fino al raggiungimento del Net Zero nel 2050. L’intervento riguarda tutte le principali fonti di emissione del Gruppo, compresa la filiera, da cui proviene oltre il 90% dell’impronta carbonica complessiva di Tim. Il punto di partenza, secondo quanto precisato in una nota, sono interventi già pianificati, risorse economiche identificate e tecnologie già disponibili per il Gruppo in Italia e in Brasile. Secondo i dati, nel 2025 l’azienda ha prodotto 2.223,5 kilotonnellate di biossido di carbonio equivalente.

Le tecnologie al centro della strategia di Pietro Labriola

La strategia aziendale punta sull’efficientamento delle infrastrutture, sull’adozione di tecnologie a minore impatto ambientale, sul mantenimento dell’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili e su un percorso di allineamento agli obiettivi ESG di Tim insieme alla filiera. Tra gli interventi già previsti rientrano l’accelerazione della migrazione verso il 5G, utile a contenere i consumi energetici per unità di traffico trasportato, e l’ammodernamento dei data center con sistemi di raffreddamento e gestione dell’energia più efficienti. “Cloud e intelligenza artificiale stanno facendo crescere la domanda di connettività e capacità di calcolo a una velocità mai vista. Non possiamo ignorarlo”, ha spiegato Pietro Labriola, specificando che il piano traccia la strada per ridurre le emissioni accompagnando la crescita del digitale, rendendo più efficienti processi e infrastrutture e adottando tecnologie a minore impatto ambientale. “Più il sistema saprà creare le condizioni economiche per sostenere questa sfida – ha concluso l’AD – più ambiziosi saranno i risultati che potremo raggiungere”.