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Fitness, AI e sostenibilità: la visione di Samuele Frosio

Alla guida di RSG Group Italia, Samuele Frosio propone un modello innovativo in cui allenamento, tecnologia, arte e sostenibilità convivono per creare esperienze sempre più coinvolgenti e accessibili.

Samuele Frosio: accessibilità, esperienza e performance nel fitness

I tre brand principali del Gruppo (McFIT, John Reed e Gold’s Gym) rappresentano tre anime distinte ma complementari di questo ecosistema. McFIT si differenzia per la sua accessibilità, sia in termini economici sia geografici, con una forte presenza nelle aree periferiche dove le palestre diventano veri e propri punti di aggregazione sociale. John Reed, invece, ridefinisce l’allenamento trasformandolo in un’esperienza immersiva, in cui musica, design e arte urbana si fondono per stimolare corpo e mente. Gold’s Gym completa l’offerta rivolgendosi a un pubblico più esigente, composto da appassionati e atleti alla ricerca di performance elevate. Alla base di questa evoluzione c’è una filosofia manageriale non convenzionale. Il Gruppo promuove un modello organizzativo orizzontale, in cui la leadership si esprime attraverso l’ascolto, l’empatia e la responsabilizzazione individuale. “Ogni collaboratore – sottolinea Samuele Frosio ha la possibilità di esprimersi, crescere e contribuire al successo del Gruppo”.

Il futuro del fitness secondo Samuele Frosio

L’innovazione è uno dei pilastri strategici di RSG Group Italia. Tra i progetti più ambiziosi, l’integrazione dell’AI nei servizi fitness, con l’obiettivo di personalizzare sempre più l’esperienza degli utenti. Allo stesso tempo, l’attenzione alla sostenibilità si traduce in investimenti concreti: palestre progettate per ridurre l’impatto ambientale, utilizzo di energia rinnovabile e infrastrutture dedicate alla mobilità elettrica. Anche la collaborazione con il Politecnico di Torino contribuisce a sviluppare soluzioni all’avanguardia per il settore. Un altro elemento chiave è la capacità di dialogare con le nuove generazioni. Il Gruppo punta infatti su linguaggi e piattaforme digitali vicine ai giovani, rafforzando il senso di appartenenza attraverso iniziative come “I Have a Dream”, un progetto che dà voce agli iscritti e alle loro storie personali. Tale approccio trasforma la palestra in una comunità, un luogo in cui le persone non si limitano ad allenarsi ma costruiscono relazioni e identità. Guardando al futuro, come evidenziato da Samuele Frosio, la strategia punterà “in particolare a Centro e Sud Italia, aree dove vediamo un grande potenziale ancora inespresso”.

Giancarlo Bottone

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