Intervenuto al Festival dell’Economia di Trento, Agostino Scornajenchi ha delineato una visione pragmatica per l’energia in Europa. Il Piano di Snam punta su integrazione delle fonti e sviluppo del GNL, degli stoccaggi e delle connessioni internazionali per costruire un sistema energetico sempre più competitivo e sostenibile.
“Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”: è stato questo il titolo della 21esima edizione del Festival dell’Economia di Trento, che si è tenuto dal 20 al 24 maggio scorsi. Una cinque giorni di conferenze, incontri, talk e momenti di confronto su argomenti di attualità economica, sociale e politica. Quest’anno si è parlato del tramonto del libero mercato a favore dei nuovi poteri globali come le big tech e dell’IA, ma soprattutto delle sfide dell’Europa, chiamata a contrastare il declino demografico e ridare speranza e opportunità ai giovani, così da invertire l’attuale emorragia di talenti. Impossibile nell’attuale contesto escludere il tema dell’energia, sul quale è intervenuto anche Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam, nell’ambito del panel “La transizione energetica, serve un sistema stabile e sostenibile”. Alla tavola rotonda hanno preso parte Francesca Gostinelli, Presidente e CEO di Enel Italia e Direttrice di Enel Commercial; Andrea Prete, Presidente di Unioncamere; ed Emanuela Trentin, CEO di Veolia Italia.
Nel suo intervento, Agostino Scornajenchi ha condiviso una visione pragmatica della sfida energetica europea che punta alla costruzione di un sistema stabile, sostenibile e fondato sull’integrazione tra fonti, infrastrutture e tecnologie diverse. Per l’Amministratore Delegato alla guida di Snam, “la strada maestra deve essere quella dell’integrazione energetica, sia delle fonti che delle relative reti infrastrutturali, in cui ogni vettore mette a fattor comune i propri valori aggiunti, con l’obiettivo di rendere il sistema stabile e sicuro”. In un contesto geopolitico sempre più caratterizzato da instabilità e interconnessione, il dibattito sull’energia non può infatti che incentrarsi su sicurezza, resilienza e capacità di adattamento. Sul fronte delle infrastrutture del gas, l’Italia ha dimostrato di essere in grado di reggere gli impatti della crisi in atto, grazie proprio alla diversificazione delle rotte di approvvigionamento, alla flessibilità della rete e a livelli di stoccaggio tra i più alti in Europa. Un risultato raggiunto per merito del lavoro di Snam sul potenziamento delle infrastrutture, sullo sviluppo del GNL, degli stoccaggi e delle connessioni internazionali. Tutto parte di un piano per “costruire un sistema energetico sempre più integrato, competitivo e sostenibile per il Paese e per l’Europa”.
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