Categories: Basilea 2

Sistemi di Ponderazione

Il sistema di ponderazione, che misurava il Rischio di Credito alla luce i Basilea 1 si basava esclusivamente su cinque coefficienti, in relazione alla tipologia di debitori:

– 0% per gli impieghi verso governi centrali, banche centrali e Unione Europea;

– 20% per gli impieghi verso enti pubblici, banche e imprese di investimento;

– 50% per i crediti ipotecari e le operazioni di leasing su immobili;

– 100% per gli impieghi verso il settore privato;

– 200% per le partecipazioni in imprese non finanziarie con risultati di bilancio

negativi negli ultimi due esercizi.

La logica di Basilea 1 fu, quindi, quella di legare il rischio insito nel portafoglio attività delle banche con la rispettiva dotazione patrimoniale.

In conseguenza di Basilea 1, quindi, le banche ad ogni incremento dell’attivo dovevano aumentare il capitale di vigilanza, proporzionalmente ai coefficienti di ponderazione relativi alla tipologia dei nuovi debitori.

Esempio 1: Investimento in Titoli di stato (100 Euro).

Partimonio di vigilanza = 8% * 100 * 0 = 0 Euro

Nel caso di una attività sotto forma di B.O.T. per 100 Euro, la banca non era obbligata ad accantonare patrimonio di vigilanza a garanzia del credito, in quanto la controparte (lo Stato Italiano) era considerata “sicura”.

Esempio 2: Finanziamento ad una impresa con ultimo bilancio positivo (100 Euro).

Patrimonio di vigilanza = 8% * 100 * 100% = 8 Euro

Se la banca concedeva credito ad una impresa privata, quindi, il coefficiente di ponderazione da considerare era del 100%; pertanto a fronte di un finanziamento concesso di 100 Euro, la banca doveva accantonare a riserva 8 Euro, indipendentemente da valutazioni sugli equilibri patrimoniali, finanziari, economici, e quant’altro potesse chiarire con precisione il “reale” stato di salute dell’impresa stessa. Ne conseguiva che a parità di dotazione patrimoniale richiesta, le banche erano incentivate a preferire, nell’ambito della stessa tipologia di clienti, investimenti più rischiosi per ottenere una maggiore redditività complessiva.

L’Accordo di Basilea 2 è stato emanato per fronteggiare i limiti insiti nell’Accordo di Basilea 1, la formula alla base dell’accordo di Basilea 2 è rimasta formalmente invariata rispetto a Basilea 1.

Le banche continuano ad avere l’obbligo di accantonare un capitale di vigilanza pari ad almeno l’8% delle proprie attività ponderate per il rischio.

Il rischio degli impieghi bancari, però, viene suddiviso in rischio di credito, rischio di mercato, rischio operativo. Ciò che cambia è la sostanza dell’accordo è l’introduzione della nuova metodologia di valutazione del Rischio di Credito, e quindi della determinazione dei coefficienti di ponderazione dei singoli investimenti.

Basilea 2, infatti, prevede l’abbandono dei coefficienti fissi in funzione della tipologia di debitore (0%, 20%, 50%, 100%, e 200%), e l’introduzione di opportuni modelli di rating, per l’ attribuzione a ciascun debitore (Stati, banche, e privati, indipendentemente) di un coefficiente di ponderazione specifico in relazione alla solvibilità ed all’affidabilità finanziaria del soggetto finanziato.

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