Paolo Gallo ha firmato a Parigi la Green Gas Innovation Alliance, un accordo tra Italgas, GrDF e Cadent per accelerare l’innovazione nella distribuzione del gas. L’intesa punta su gas rinnovabili, digitalizzazione delle reti, nuove tecnologie e collaborazione tra operatori, con l’obiettivo di sviluppare infrastrutture capaci di distribuire nuove molecole.
L’AD e DG Paolo Gallo ha firmato a Parigi, lo scorso 11 settembre, la Green Gas Innovation Alliance (GGIA), il primo accordo tra i maggiori operatori europei delle reti di distribuzione di gas, ovvero l’italiana Italgas, la francese GrDF SA e l’inglese Cadent. Tutte e tre gestiscono circa 500.000 chilometri di rete, ovvero un quarto di quella europea, puntando a soddisfare 35 milioni di clienti. “Il valore sta nel lavorare come un’unica entità per affrontare la sfida che abbiamo davanti. Essere così grandi è un vantaggio enorme: in questo settore la scala economica è la chiave”, ha rimarcato Paolo Gallo. La GGIA nasce da accordi bilaterali preesistenti tra le tre società e ha lo scopo di accelerare l’adozione di nuove tecnologie, come gas rinnovabili low-carbon (biometano, idrogeno e metano sintetico), e sviluppare le reti di distribuzione con digitalizzazione, sensoristica e nuovi sistemi che consentano alle infrastrutture esistenti di distribuire nuove molecole e miscele di gas.
Al centro del nuovo accordo non figura solo uno scambio di conoscenze, ma anche la volontà di innovare la distribuzione di gas, prevedendo uno scambio tra il personale delle aziende, visite studio e collaborazioni tecniche. Italgas è infatti l’unica ad aver già digitalizzato tutta la rete. “Coinvolgeremo nuovi operatori – ha evidenziato Paolo Gallo – non solo i gestori delle reti di distribuzione, ma forse anche aziende disposte a condividere la stessa visione”. Tra i più papabili nuovi soci ci sono Spagna e Polonia, in quanto Paesi con il maggior potenziale di crescita sul biometano in Europa. Nel 2022 l’UE aveva individuato nel biometano e nell’idrogeno le soluzioni per diminuire la dipendenza dal gas russo, iniziativa che però è passata gradualmente in secondo piano: la GGIA vuole riportare al centro queste due tecnologie. Tra i tre Paesi firmatari della GGIA, la Francia è la più avanzata sul fronte biometano, con 700 impianti già connessi alla propria rete. Intanto, Italgas ha avviato un progetto pilota in Sardegna sull’idrogeno verde prodotto da impianti fotovoltaici, unendolo al gas naturale in rete. “Abbiamo iniziato con il 2% – ha specificato Paolo Gallo – e ora stiamo passando al 20% per uso residenziale, senza chiedere ai clienti di cambiare le loro abitudini”. Inoltre, il Gruppo sta testando una miscela di idrogeno in Abruzzo e ha sviluppato la tecnologia proprietaria Digital Reverse Flow, con lo scopo di aumentare la capacità della rete locali di assorbire biometano.
"Favorire la transizione del settore arredamento in ambito europeo verso un modello di economia circolare":…
“Un altro mese di forte crescita trainato dalla spinta di nuova clientela e dall’attenzione che…
Nuova crescita per Enel nel mercato statunitense: il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha infatti…
Manfredi Calabrò ha maturato oltre 20 anni di esperienza manageriale tra Italia e Regno Unito,…
Il passato come chiave di lettura del presente, le periferie come motore di comunità e…
Commentando il Bilancio 2025 di Vitali Spa, l’Amministratore Delegato Alessio Parolari ha evidenziato che “i…