Comunicati Stampa

Teva Italia: i farmaci equivalenti al centro della sostenibilità del sistema sanitario

L’accessibilità al sistema sanitario nazionale al centro del convegno “Il futuro della salute: accesso, sostenibilità e innovazione per il sistema”, a cui ha preso parte Teva Italia. Al centro dell’intervento, i dati sulla scarsa penetrazione dei farmaci equivalenti in Italia in rapporto alla media europea.

Teva Italia: farmaci equivalenti ancora poco diffusi in Italia, serve una maggiore cultura sul tema

“Il futuro della salute: accesso, sostenibilità e innovazione per il sistema” è il titolo del convegno a cui ha partecipato Teva Italia lo scorso 18 giugno, che ha riunito istituzioni, associazioni di pazienti e clinici per discutere sull’accessibilità alle cure del sistema sanitario nazionale. L’azienda leader nel settore dei farmaci equivalenti ha riportato alcuni dati sulla penetrazione di questo tipo di farmaci in Italia: nonostante aumentino le persone affette da patologie croniche, gli equivalenti rappresentano solo il 9% del mercato farmaceutico del Paese, stando alle elaborazioni TEHA su dati OCSE, rispetto al 54% del Regno Unito e al 30% della Francia. Questa scarsa penetrazione, in Italia, si traduce in un aggravio di costi per i cittadini: circa 1,1 miliardi di euro sborsati ogni anno per coprire il differenziale di costo dei farmaci di marca (ex-originator) rispetto a quelli equivalenti. Serve quindi promuovere una maggiore cultura sul tema sia verso i pazienti che verso gli operatori sanitari, considerando che un maggior utilizzo degli equivalenti potrebbe garantire un maggior accesso alle cure soprattutto ai malati cronici e a quelli con basso reddito.

Teva Italia: ricerca, innovazione e farmaci equivalenti per un sistema sanitario più sostenibile

I farmaci equivalenti non rappresentano soltanto uno strumento di efficienza – ha sottolineato l’AD di Teva Italia Umberto Comberiati, intervenuto nel corso dell’evento – sono una componente strutturale del sistema salute, capace di sostenere la gestione delle cronicità, ridurre le barriere di accesso e liberare risorse da reinvestire nell’innovazione e nei servizi”. Solo nel triennio 2022-2025, infatti, l’azienda ha investito circa 3 milioni di euro in ricerca e sviluppo, negli ambiti delle neuroscienze, emicrania, schizofrenia, atrofia multisistemica e immunologia, con programmi su asma, vitiligine e malattie infiammatorie croniche intestinali. “Per noi accesso e innovazione non sono dimensioni alternative – ha specificato l’AD di Teva Italia – ma due leve complementari attraverso cui contribuire in modo sostenibile all’evoluzione del sistema salute”.

Giancarlo Bottone

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