Al G29+2 Sanità di Genova, Fabio Inzani, fondatore e Presidente di Tecnicaer Engineering, ha portato il punto di vista della sua azienda di ingegneria sulla progettazione degli ospedali, sia pubblici sia privati.
Nel suo intervento, Fabio Inzani ha ricordato come Tecnicaer Engineering sia responsabile della progettazione di due strutture liguri di rilievo, il Felettino e il Gaslini, oltre che del Galliera, e come da questa doppia esperienza, nel pubblico e nel privato, nasca la possibilità di offrire un contributo utile su come rendere più efficace la sanità italiana. Il tema centrale è la necessità di anticipare, già nelle prime fasi progettuali, gli scenari organizzativi, economici e clinici che determineranno il funzionamento reale della struttura. La differenza principale tra i due mondi sta nella capacità di adattamento. Una struttura privata, pur sottoposta al controllo del servizio sanitario nazionale, può correggere il progetto “just in time” in base agli obiettivi, anche perché deve guardare al ritorno economico dell’investimento, mediamente compreso tra i sei e gli otto anni. Il pubblico, vincolato dalla rigidità delle procedure, non ha tale possibilità. Per questo, ha spiegato Fabio Inzani, l’obiettivo di Tecnicaer Engineering è usare strumenti innovativi (Intelligenza Artificiale e sistemi di certificazione, in particolare il rapporto di esclusiva con JCI in Italia) per inserire già nel progetto gli scenari che il privato gestisce in corsa: il rispetto del bilancio, la coerenza con il piano sanitario regionale e l’ottimizzazione del tempo dei professionisti disponibili.
Per illustrare il metodo, Fabio Inzani ha citato l’esempio di una casa progettata con la camera all’ultimo piano e il bagno in cantina: uno spreco che, applicato a un ospedale, si traduce in minor tempo dedicato alla cura del paziente. Con l’Intelligenza Artificiale è possibile condurre analisi di tipo “full time equivalent” per ottimizzare i tempi dei professionisti e ridurre le inefficienze legate a logistica e trasporti. A supporto di questo approccio, il Presidente ha portato il caso dell’ospedale di Cosenza, progettato in appena 60 giorni con 863 posti letto, un risultato reso possibile grazie alla chiarezza degli obiettivi e allo snellimento procedurale legato al commissariamento della Regione Calabria. Fabio Inzani ha inoltre sottolineato l’importanza di prevedere fin dal progetto spazi “polmone”, indispensabili per adeguare gli ospedali alle nuove tecnologie, che secondo lui hanno una vita utile di circa sei anni, senza dover affrontare in futuro ristrutturazioni disagevoli. Il cantiere del San Paolo di Milano ne è un esempio: è stato pianificato un “lotto zero” con una zona polmone che consente di spostare i pazienti senza sospendere le cure, evitando così anche il rischio di un aumento delle infezioni nosocomiali legato ai lavori in corso.
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