Beatrice Trussardi: “Far riflettere le persone attraverso l’arte”

Beatrice Trussardi: “Far riflettere le persone attraverso l’arte”

"GQ Telefono Casa" ha ospitato durante una diretta Beatrice Trussardi, Presidente di Fondazione Nicola Trussardi, che dal 2003 ha sviluppato un modello itinerante di esposizioni artistiche.

Beatrice Trussardi

La quarantena degli artisti: il progetto raccontato da Beatrice Trussardi

L’emergenza sanitaria ha colpito indistintamente numerosi settori e attività: anche il mondo dell’arte, tra musei, fiere ed esposizioni, ha dovuto adattarsi a cambiamenti repentini. "Credo che questa sia per tutti un’occasione, in realtà – ha spiegato Beatrice Trussardi, a capo di Fondazione Nicola Trussardi dal 1999 – un’occasione di riflessione, di ripensamento rispetto alla propria vita, alla propria quotidianità, è un’occasione per imparare cose diverse o cose che si facevano in modo diverso". L’imprenditrice culturale è stata intervistata da Giovanni Audiffredi, Direttore di GQ Italia, durante una delle dirette Instagram intitolate "GQ Telefono Casa". La live è stata l’occasione per parlare di "Viaggi da camera": "Il Direttore Artistico Massimiliano Gioni è stato ispirato dal romanzo del settecento di Xavier De Maistre, obbligato ad osservare una quarantena di 42 giorni a Torino, e ha pensato agli artisti italiani, i primi a dover scontare emergenza e lockdown: quindi ha chiesto a ciascuno di consegnare un progetto". Artisti quali Maurizio Cattelan, Patrick Tuttofuoco e Rosa Barba hanno risposto all’appello attraverso immagini, video e testi che simboleggiano il loro modo di vivere la quarantena. Le opere possono essere ammirate in una sezione del sito o sui canali social della Fondazione: "L’arte è uno specchio del presente e grazie agli artisti possiamo percepire la realtà in modo diverso, o ancora immaginarci una realtà completamente diversa: la mission della Fondazione – dichiara Beatrice Trussardiè quella di far riflettere le persone".

Beatrice Trussardi e il modello itinerante

Dal 14 aprile al 3 maggio la Fondazione guidata da Beatrice Trussardi aveva in programma nella galleria Vittorio Emanuele di Milano un progetto dell’artista danese Ólafur Elíasson, rinviato a causa del Coronavirus: "Da vent’anni Elíasson lavora sulle tematiche del clima, del pianeta e sulla percezione della natura: nel suo progetto ‘La città Lego’ la vicinanza sarebbe stata la chiave, perché mette a disposizione due tonnellate di Lego bianco e chiede alle persone che passano intorno a questi tavoli di costruire insieme la città ideale. Quando lo presenteremo acquisirà un significato ancora più importante". Dal 2003 la Fondazione Nicola Trussardi ha deciso di lasciare la sua sede espositiva e di intraprendere un percorso di installazioni itineranti alla riscoperta degli spazi abbandonati del capoluogo lombardo. Uno dei progetti più recenti ha avuto come protagonista un’opera di Ibrahim Mahama intitolata "A Friend". L’artista ghanese ha ricoperto i caselli daziari di Porta Venezia con dei vecchi sacchi di juta utilizzati nel commercio africano: l’installazione voleva evidenziare la facilità con cui le merci si muovono attraverso i confini nazionali, al contrario della possibilità data ai migranti. Una volta conclusasi l’esposizione, tutte le opere commissionate dalla Fondazione, ente no-profit, restano di proprietà dell’artista: "È una forma contemporanea di mecenatismo – ha commentato Beatrice Trussardi – che di base ha due obiettivi: far rivivere i luoghi chiusi o abbandonati e permettere agli artisti contemporanei di confrontarsi con il nostro patrimonio".

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