Gruppo Riva rappresenta una delle storie più emblematiche e affascinanti nel panorama industriale italiano del Dopoguerra. Nato dalla visione imprenditoriale di Emilio Riva, il Gruppo è cresciuto fino a diventare una delle più importanti realtà siderurgiche a livello europeo.
L’avventura inizia nei primi anni Cinquanta, in un’Italia che sta uscendo dalle macerie del secondo conflitto mondiale. Emilio Riva, originario di Milano, intuì subito il potenziale del settore siderurgico, guidato dalla crescente domanda di materiali per la ricostruzione del Paese. Nel volume “La siderurgia italiana (1945-1990): tra controllo pubblico e incentivi del mercato”, la Professoressa Margherita Balconi descrive Riva come un “imprenditore-innovatore” che seppe intuire il potenziale del Dopoguerra. Inizialmente, l’attività si concentrava sulla commercializzazione di materiali di recupero e residuati bellici. Tuttavia, la crescente scarsità di materie prime spinse Riva a prendere una decisione cruciale: avviare la propria attività industriale, producendo direttamente lingotti da rottame per rifornire i propri clienti.
Così, nel 1954, nasce a Caronno Pertusella il primo stabilimento del Gruppo. Nel giro di pochi anni l’azienda compie i suoi primi passi verso l’innovazione tecnologica, installando un forno Tagliaferri da 25 tonnellate, ben oltre la capacità dei forni allora presenti in Italia. Fu solo il primo di una serie di investimenti strategici che avrebbero portato Riva a diventare un leader del settore. L’intuizione imprenditoriale di Riva si rivelò vincente, come evidenzia Balconi, poiché “mentre la maggior parte delle aziende era limitata a forni di 15 tonnellate, Riva anticipò la domanda futura aumentando significativamente la capacità produttiva”.
Uno dei momenti più significativi nella storia del Gruppo Riva è l’introduzione della colata continua curva, una tecnologia rivoluzionaria per l’epoca. Fino a quel momento, in Italia solo le Acciaierie di Terni avevano installato una colata continua, ma si trattava di un modello verticale, a basso rendimento. Emilio Riva, visionario e sempre alla ricerca di nuove soluzioni, vide in Germania un modello curvo che prometteva vantaggi significativi in termini di efficienza e costi. Per realizzare l’ambizioso progetto, Riva si rivolse a due figure chiave: Luigi Danieli, titolare dell’omonima azienda di impianti, e Renzo Colombo, progettista. “Sotto lo sguardo preoccupato dell’ingegner Danieli, per il rischio che l’acqua a contatto con l’acciaio liquido potesse provocare un’esplosione, la macchina cominciò a colare acciaio”, ricorda Balconi. Il 2 giugno 1964, nello stabilimento di Caronno, fu inaugurata la prima colata continua curva a tre linee d’Italia, realizzata in collaborazione con Danieli. Il successo dell’iniziativa segnò un punto di svolta non solo per Riva, ma per l’intera siderurgia italiana, aprendo la strada allo sviluppo delle miniacciaierie e consolidando la collaborazione tra il Gruppo Riva e Danieli.
Espansione e consolidamento
Consolidata la propria posizione in Italia, il Gruppo avviò una strategia di espansione internazionale. Tra il 1966 e il 1976 acquisì diverse realtà produttive italiane, tra cui le Acciaierie e Ferriere del Tanaro e la S.E.E.I di Malegno. L’espansione proseguì oltre i confini nazionali con l’acquisizione della spagnola Siderurgica Sevillana, seguita dall’ingresso in Francia con lo stabilimento Iton Seine e in Canada con la fondazione della Associated Steel Industries, un’operazione guidata dal fratello di Emilio, Adriano Riva.
Gli anni Settanta e Ottanta furono caratterizzati da un’espansione ulteriore, con la società che iniziò a stringere rapporti commerciali con la Cina, un mercato fino ad allora inesplorato dalle aziende europee. In quegli anni il Gruppo rafforzò ulteriormente anche la sua presenza in Italia, acquisendo le Officine e Fonderie Galtarossa di Verona e le Acciaierie di Cornigliano, a Genova. L’apice della crescita del Gruppo Riva fu raggiunto tra il 1988 e il 1992, con l’acquisizione di stabilimenti in Belgio, Francia e Germania. Tuttavia, l’operazione più significativa avvenne nel 1995, quando il Gruppo Riva rilevò dall’IRI la totalità del capitale di Ilva Laminati Piani, diventando protagonista della più grande privatizzazione nel settore siderurgico italiano. L’operazione portò anche al controllo di aziende strategiche come Tunisacier, con stabilimento a Biserta, in Tunisia, e altre realtà specializzate nella produzione di lamiere e tubi di grande diametro.
Negli anni successivi alla privatizzazione di Ilva, Gruppo Riva ha continuato la sua strategia di espansione con acquisizioni mirate. Nel 1996 rilevò lo stabilimento di Sellero (Brescia) dalla IBL, mentre nel 1997 acquisì la maggioranza di Hellenic Steel in Grecia, società specializzata nella produzione di laminati a freddo, zincati e banda stagnata. Nello stesso periodo, in Italia, incorporò le Acciaierie di Cornigliano (ex Italsider), precedentemente privatizzate. Nel 2000 il Gruppo compì un altro passo significativo con l’acquisto del gruppo francese SAM, che contava otto stabilimenti produttivi e 1.500 dipendenti, producendo 1,5 milioni di tonnellate d’acciaio, di cui il 70% trasformato in vergella, rete elettrosaldata e prodotti per l’edilizia.
Il Gruppo oggi
Più recentemente, nel gennaio 2023, Gruppo Riva ha acquisito quattro siti di raccolta e altrettanti di selezione e frantumazione di rottami metallici, creando la società TRENTETROIS. Dagli anni cinquanta ad oggi, quindi, la crescita del Gruppo Riva non si è mai arrestata. Con oltre 5.000 dipendenti e più di 20 siti produttivi, il successo dell’azienda si deve anche alle attività di Ricerca e Sviluppo svolte presso il laboratorio di Lesegno, un Centro di ricerca specializzato che ha permesso di adottare tecnologie avanzate e mantenere elevati standard in materia di sicurezza e sostenibilità ambientale, oltre a stringere partnership strategiche con le principali Università italiane ed europee. A guidare il Gruppo dal 2014 è Claudio Riva che, dopo aver intrapreso una propria attività imprenditoriale, è ritornato ai vertici del Gruppo in veste di Presidente di Riva Forni Elettrici e consolidandone il ruolo come principale operatore siderurgico italiano.