La più recente edizione della Survey EY Tax and Finance Operations 2025, condotta su 1.600 CFO e responsabili fiscali in 30 Paesi, Italia inclusa, evidenzia come le imprese italiane stiano intensificando la trasformazione dei propri modelli fiscali e finanziari per adattarsi a un contesto caratterizzato da cambiamenti rapidi, complessi e interconnessi. “Le aziende italiane stanno affrontando una trasformazione senza precedenti nelle funzioni fiscali e finanziarie. L’accelerazione nell’adozione di tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale, e la crescente attenzione alla compliance normativa, in particolare su BEPS 2.0, dimostrano una forte capacità di reazione e adattamento rispetto al contesto globale. Tuttavia, il gap di competenze e la necessità di strategie sostenibili su dati e tecnologia restano sfide centrali”, ha dichiarato Marta Pensotti Bruni.
La survey mostra che l’88% delle aziende italiane sta modificando in modo significativo le proprie operazioni a causa delle tensioni geopolitiche, superando la media globale dell’81% e registrando un aumento rilevante rispetto al 63% dell’anno precedente. Nei prossimi due anni, questa tendenza è destinata a intensificarsi ulteriormente. L’88% delle aziende italiane identifica dati, intelligenza artificiale e tecnologia come priorità assoluta per le funzioni fiscali e finanziarie, superando la media globale dell’86%.
Tuttavia, solo una minoranza ritiene di essere pienamente pronta a sfruttarne il potenziale. Il principale ostacolo riguarda la definizione e l’implementazione di una strategia sostenibile in ambito dati, AI e tecnologia: il 64% delle imprese italiane segnala questa difficoltà, mentre appena il 5% dichiara un elevato livello di fiducia nella propria strategia tecnologica, a fronte del 17% registrato a livello globale. Nonostante questo, il 54% delle aziende italiane si ritiene poco o per nulla preparato a sviluppare e implementare agenti basati su intelligenza artificiale nelle funzioni fiscali e finanziarie, rispetto al 61% registrato a livello globale.
La survey indica che il personale fiscale interno impiega attualmente il 53% del proprio tempo in attività operative, destinandone soltanto il 16% a compiti ad alto valore aggiunto. I leader del settore puntano a riequilibrare questa distribuzione, riducendo al 21% il tempo dedicato alle attività ricorrenti e incrementando al 34% quello riservato alle attività strategiche.
BEPS 2.0 rimane la principale sfida normativa per le aziende italiane: l’85% indica la compliance con le regole del Pillar Two come priorità (contro l’81% globale), ma solo l’8% si ritiene molto preparato a rispettare i nuovi requisiti di reporting (vs 21% globale). L’88% ha già registrato un aumento del carico fiscale a causa di BEPS 2.0 (vs 85% globale) e il 58% collabora con provider esterni, in linea con la tendenza internazionale. Parallelamente, il 68% delle aziende italiane prevede di rendere volontariamente nota la totalità delle tasse pagate, più del doppio rispetto al 37% del 2023, ma ancora inferiore alla media globale, pari a circa l’80%.