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Ocse: Italia tra i paesi più colpiti dalla crisi

11/03/10

Nel Rapporto dell’Ocse “Obiettivo crescita “2010 la crisi si tradurrà per l’Italia in un calo del PIL del 4,1%, di cui 1,9 causati dal deterioramento dell’occupazione e 2,2 dal costante aumento del costo del capitale, contro una media europea del 3,1%. Per l’Ocsel’Italia deve ridurre le tasse sul lavoro e sulle pensioni, oltre ad aumentare le deduzioni nell’Irap. Allo stesso tempo, finanziando le riduzioni fiscali con la lotta all’evasione, dovrà porre fine ai “condoni fiscali”.

Ventesima tra i 30 Paesi Ocse per Pil pro capite, per effetto della crisi l’Italia rischia ora di scivolare agli ultimi posti della classifica e deve quindi intervenire rapidamente su alcuni punti deboli, come la scarsa produttività e l’eccessiva pressione fiscale su lavoro e pensioni.
L’Italia deve ridurre le tasse sul lavoro e sulle pensioni, suggerisce il rapporto, oltre ad aumentare le deduzioni sull’Irap. Allo stesso tempo, finanziando le riduzioni fiscali con la lotta all’evasione, dovrà porre fine ai “condoni fiscali”. Lo studio sottolinea che il peso del fisco nel nostro paese è decisamente superiore a quello dell’area degli altri paesi industrializzati. In particolare, per un single a basso reddito e senza figli la pressione fiscale nel 2008 sì è avvicinata al 45%, mentre è sotto il 35% nell’area Ocse. Per una persona sposata, con medio reddito e due figli, la tassazione supera il 35%, contro una media Ocse vicina al 27%.

L’Ocse raccomanda inoltre all’Italia di ridurre la presenza dello Stato nell’economia, “accelerando le privatizzazioni e sopprimendo le golden share” e gli ostacoli normativi alla concorrenza, e “rinforzando ancora le autorità di controllo”. L’Italia, prosegue ancora l’Ocse, deve poi “migliorare il tasso di scolarizzazione e di riuscita nell’istruzione superiore”, anche “accrescendo il livello dei finanziamenti privati” soprattutto in ambito universitario.

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