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Snam, Agostino Scornajenchi: la diversificazione energetica? Una priorità per l’Italia

Agostino Scornajenchi ha posto l’accento sull’importanza di diversificare le rotte di approvvigionamento del gas. Intervenendo all’Annual Meeting di Baker Hughes, l’AD di Snam ha rimarcato il ruolo centrale dell’Lng per garantire sicurezza energetica e resilienza nel lungo periodo.

Agostino Scornajenchi: la diversificazione energetica, prioritaria per l’Italia

Diversificare le fonti di approvvigionamento del gas è una priorità per l’Italia, soprattutto considerando la sua struttura conservatrice. Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam, lo ha evidenziato nel suo intervento all’Annual Meeting di Baker Hughes che si è tenuto a Firenze a fine gennaio. “Dobbiamo sempre avere attenzione ai fornitori – ha sottolineato il manager alla guida del primo operatore europeo nel trasporto del gas naturale – Non l’abbiamo avuta quando importavamo il gas soltanto dalla Russia, adesso dobbiamo averla. Noi siamo un Paese che produce gas e produce energia solo per un ammontare molto limitato”. Attualmente, ha proseguito Scornajenchi, “l’energia che si fa in Italia è poca, la si fa prevalentemente con l’idroelettrico, un po’ con le rinnovabili, c’è un po’ di gas estratto in Italia, il resto è tutta energia importata, anche l’energia elettrica che produciamo in Italia è fatta con gas importato”. In uno scenario energetico altamente sfidante come quello attuale, Snam e le altre grandi realtà del settore devono guardare al futuro con una visione pragmatica e di lungo periodo. Rispondendo a tale necessità, gli investimenti nell’Lng rappresentano una strategia chiave per la diversificazione e la resilienza energetica. “È una necessità – ha chiarito Agostino Scornajenchi – che ci accompagnerà per gli anni a venire anche perché il gas è una parte importante, importantissima del mix energetico nazionale”.

Agostino Scornajenchi: il gap energetico, il peso dei data center e la strategia di integrazione dei vettori

Tra gli ostacoli che il nostro Paese deve affrontare c’è anche la questione del gap di competitività legato ai costi energetici. Le imprese italiane pagano l’energia molto di più dei concorrenti stranieri, con effetti svantaggiosi sulla produzione nazionale. “L’80% dell’energia del mondo – ha spiegato l’AD di Snam – è fatta con il fossile, lo stesso vale anche per l’Italia”. In questo contesto, che vede tra l’altro un’ulteriore crescita dei consumi associata ai nuovi dispositivi tecnologici, gestire in maniera efficace il mix energetico è di vitale importanza. Il manager ha quindi posto l’accento sul fatto che troppo spesso si trascura l’impatto energetico dei data center. “Si parla molto di data center, si parla meno dell’impatto che i data center avranno sui consumi di energia e del tipo di consumi di energia che avranno. Si parla meno di come fornire questa energia in un contesto in cui anche l’eredità industriale europea, in particolare la grande eredità nucleare europea, comincia ad avere i suoi anni”.  La soluzione è dunque “un’integrazione dei diversi vettori”, con l’Lng come fonte principale. “Il nostro ruolo – ha proseguito Agostino Scornajenchiè quello di fare in modo che l’energia arrivi in modo più sicuro possibile, resa disponibile con la massima efficienza e il minor costo ai cittadini italiani”.

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