Luca Dal Fabbro ha analizzato le trasformazioni che stanno ridisegnando gli equilibri globali e il ruolo dell’Italia in questo scenario. Transizione digitale, ecologica e deglobalizzazione si intrecciano con le questioni legate a energia, acqua e materie prime, mentre autonomia digitale e gestione delle risorse diventano elementi centrali per la competitività del Paese e dell’Europa.
In una congiuntura geopolitica in cui conflitti internazionali e grandi trasformazioni stanno mettendo in discussione gli equilibri globali, l’Italia deve capire quale sia il suo ruolo in uno scenario caratterizzato da maggiore competizione, innovazione tecnologica, crisi delle risorse e nuove forme di conflitto. Questi gli argomenti trattati da Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren e di Utilitalia, all’evento promosso dalla Fondazione Roma Europea, che si è tenuto lo scorso 24 settembre nella capitale. “Se c’è un Paese che ce la fa sempre è l’Italia. Una resilienza che potrebbe rappresentare una delle principali risorse italiane per affrontare le trasformazioni dei prossimi anni”. Sono tre le grandi transizioni che stanno ridisegnando il mondo, secondo Luca Dal Fabbro: quella digitale, quella ecologica e la deglobalizzazione. In questo scenario, diventano sempre più strategici i choke point, come lo stretto di Hormuz o quello di Bab el-Mandeb, sono cruciali per le rotte commerciali per Paesi esportatori come l’Italia.
Mentre USA e Cina si disputano la lotta per nuovi equilibri legati all’energia e alle materie prime, “l’Europa rischia di avere un ruolo da comprimario”, ha ribadito Luca Dal Fabbro. Per competere contro queste grandi potenze e imporsi l’energia, l’acqua e le materie prime sono fondamentali. Sul fronte IA, sia l’Europa che l’Italia hanno accumulato un ritardo notevole, con il nostro Paese che deve affrontare ancora la questione dell’autonomia digitale. “La sovranità digitale diventa quindi anche una questione di sicurezza industriale e protezione del know-how. La partita tecnologica, tuttavia, ha un costo molto concreto: energia e acqua — ha evidenziato Luca Dal Fabbro — Anche le infrastrutture digitali più avanzate hanno infatti bisogno di enormi quantità di energia e di sistemi di raffreddamento. L’Italia è un Paese nel quale piove molto rispetto ad altre aree europee. Eppure manca una politica sufficientemente strutturata di raccolta, conservazione e gestione della risorsa”. La strategia dovrebbe riguardare la raccolta di acqua e di intervento sulle perdite e sulle infrastrutture ormai desuete.
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