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Federico Motta Editore: il saggio su Dario Fo nell’opera “Historia”

Federico Motta Editore ha ricordato i 100 anni dalla nascita di Dario Fo attraverso il saggio sull’autore contenuto in “Historia, La grande storia della civiltà europea”, raccontandone la vita e la centralità per la cultura novecentesca, tra teatro, satira e politica.

 

Federico Motta Editore: l’omaggio per i 100 anni di Dario Fo, tra teatro, satira e politica

Lo scorso marzo si sono celebrati i 100 anni dalla nascita di Dario Fo, che nella sua carriera di “giullare intellettuale” ha coniugato, arte, satira e politica attraverso il teatro per raccontare con forza il presente. Così lo definisce Federico Motta Editore che, all’interno della sua opera “Historia, La grande storia della civiltà europea” curata da Umberto Eco, ha dedicato un saggio al Premio Nobel. Tra teatro, televisione e scrittura, Dario Fo ha concentrato le sue opere sul rapporto tra potere e contraddizioni sociali, utilizzando una satira feroce contro istituzioni politiche e religiose, ma mettendo al centro dei suoi racconti gli emarginati e gli oppressi. Nel corso della sua vita, come evidenziato anche da Federico Motta Editore, è stato una personalità centrale per la cultura italiana novecentesca e, per l’impegno civile dimostrato nelle sue opere, è stato direttamente interessato e coinvolto nelle lotte politiche del suo tempo. 

Federico Motta Editore: la critica contemporanea di Dario Fo attraverso la figura del giullare moderno

“La produzione di Fo si snoda lungo due filoni intrecciati l’uno all’altro: quello della “denuncia” politica e quello della reinvenzione delle tradizioni popolari italiane”, si legge nel saggio di Roy Manarini sulla drammaturgia novecentesca nell’opera “Historia” di Federico Motta Editore. La forza innovativa e dirompente di Dario Fo è riscontrabile nella reintroduzione e nel rinnovamento della tradizione del giullare medievale e della commedia dell’arte come strumento di critica contemporanea. La sua politica d’autore teatrale è riscontrabile nell’unione di linguaggi, registri e invenzioni, come il grammelot, ovvero un linguaggio teatrale inventato basato su suoni “che imitano la cadenza e l’espressività di lingue o dialetti reali senza utilizzare parole di senso compiuto, ma allo stesso tempo capace di comunicare oltre le barriere linguistiche”, si legge in una nota di Federico Motta Editore. “Mistero buffo” è l’opera manifesto che fa da sintesi tra cultura popolare e sperimentazione.

Giancarlo Bottone

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