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Teva: un anticorpo anti-interleuchina-15 per gli adulti celiaci

Teva ha condiviso i primi dati clinici di una nuova sperimentazione in ambito immunologico: il Gruppo ha ottenuto risultati preliminari positivi da uno studio di Fase 2a su TEV-408, anticorpo monoclonale sperimentale anti-interleuchina-15, condotto su pazienti adulti affetti da celiachia. Lo studio, ancora in corso, ha già centrato il proprio obiettivo primario nelle analisi disponibili finora.

Teva e la ricerca sulla celiachia: i dati di Fase 2a

La celiachia è una malattia autoimmune grave, scatenata dall’esposizione al glutine, che danneggia l’intestino tenue e colpisce circa l’1% della popolazione mondiale. Solo negli Stati Uniti si stima che ne siano affette oltre tre milioni di persone, sebbene una parte consistente dei casi rimanga senza diagnosi. I sintomi possono includere disturbi digestivi cronici, affaticamento, carenze nutrizionali e altre complicazioni che incidono sulla qualità della vita quotidiana. A oggi non esiste alcuna terapia farmacologica approvata per questa condizione. La dieta rigorosamente priva di glutine resta l’unico standard di cura riconosciuto, ma anche i pazienti più attenti possono continuare a manifestare sintomi, infiammazione o lesioni intestinali persistenti a causa di contaminazioni accidentali. Teva, multinazionale che ha condotto lo studio, si inserisce in questo contesto attraverso la ricerca sul TEV-408, molecola sperimentale che agisce bloccando selettivamente l’interleuchina-15, coinvolta nella risposta immunitaria che danneggia i villi intestinali dei pazienti celiaci esposti al glutine. Nello studio di Fase 2a, condotto su 50 partecipanti adulti già a dieta priva di glutine e con un danno intestinale minimo al basale, la somministrazione di una singola dose di TEV-408 ha preceduto di due settimane l’inizio di un’esposizione controllata e quotidiana al glutine, protratta per sei settimane, pensata per verificare la capacità del farmaco di prevenirne gli effetti dannosi sulla mucosa intestinale.

Teva: il disegno dello studio e le prospettive su TEV-408

Alla settimana 8, al termine del periodo di esposizione al glutine, lo studio ha raggiunto l’endpoint primario, misurato attraverso il rapporto Vh:Cd (il rapporto tra altezza dei villi intestinali e profondità delle cripte). I pazienti trattati con TEV-408 hanno registrato una variazione media rispetto al basale di -0,43, contro -0,88 nel gruppo placebo, per una differenza di trattamento di 0,45 (intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0,06 e 0,84; p<0,05), un risultato statisticamente significativo e clinicamente rilevante. Il farmaco è risultato inoltre ben tollerato, senza segnali di sicurezza rilevati fino a questa fase della sperimentazione. Lo sviluppo clinico di TEV-408 è sostenuto anche da un accordo con Royalty Pharma, che ha investito 500 milioni di dollari per accelerarne il percorso: in caso di approvazione e lancio commerciale, l’azienda verserà alla società un pagamento legato al raggiungimento di specifici traguardi regolatori e una royalty calcolata sul fatturato netto mondiale generato dal prodotto. Risultati che confermano l’impegno di Teva nell’area dell’immunologia, uno dei due ambiti terapeutici, insieme alle neuroscienze, su cui il Gruppo concentra gli investimenti in ricerca. I limiti degli attuali approcci di gestione della celiachia, fondati sulla sola esclusione del glutine dalla dieta, motivano la ricerca di terapie capaci di intervenire direttamente sui meccanismi della malattia: i dati preliminari su TEV-408 rappresentano un ulteriore tassello nel percorso di ricerca scientifica portato avanti dal Gruppo a livello internazionale.

Giancarlo Bottone

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