Comunicati Stampa

Il Panda Bond di CDP: finanziamento al Gruppo Danieli per la crescita in Cina

CDP, 12 milioni di euro al Gruppo Danieli per sostenerne la crescita in Cina: il finanziamento è destinato al potenziamento delle linee di produzione esistenti e allo sviluppo di tecnologie green.

Gruppo Danieli in Cina: Cassa Depositi e Prestiti ne sostiene la crescita

Risorse per circa 12 milioni di euro al Gruppo Danieli con l’obiettivo di supportarne la crescita in Cina "attraverso interventi tesi al potenziamento delle linee di produzione esistenti con l’obiettivo di fornire impianti innovativi ai clienti cinesi e nel mondo capaci di produrre acciaio con tecnologie green". È quanto si legge nella nota in cui Cassa Depositi e Prestiti annuncia che, con l’elargizione di un finanziamento in valuta locale di importo pari a oltre 94 milioni di Renminbi a Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A., esaurisce la provvista del suo primo Panda Bond da un miliardo di Renminbi, equivalenti a circa 130 milioni di euro, conclusa positivamente ad agosto 2019. Il Gruppo Danieli, attivo nella progettazione, costruzione, vendita ed installazione di macchine ed impianti per l’industria siderurgica, opera in Cina da oltre quarant’anni.

Storia e attività del Gruppo Danieli in Cina: il focus del Presidente Gianpietro Benedetti

Era il 1979 quando il Gruppo Danieli aprì in Cina il proprio ufficio di rappresentanza. Oggi annovera insediamenti produttivi che fatturano 250 milioni di dollari l’anno. Ma l’obiettivo, indicato dal Presidente Gianpietro Benedetti in una intervista rilasciata lo scorso aprile a "Il Messaggero Veneto, è arrivare a 400 milioni: "Fabbricheremo anche per esportare, ma innanzitutto dobbiamo soprattutto competere con innovazione continua e qualità di esecuzione". Il Presidente ha sottolineato come avviare l’attività in Cina non sia stato difficile, anzi "siamo stati favoriti dai governi locali in quanto abbiamo deciso di investire senza soci locali". Per il Presidente del Gruppo Danieli la Cina ha conosciuto in pochi anni un "cambiamento epocale, anche e soprattutto culturale" e i risultati si vedono: "La Via della Seta, rimanendo competitivi e high-tech e favorendo l’imprenditorialità, può essere una opportunità altrimenti no e non lo sarà nemmeno con gli altri Paesi europei ed in via di sviluppo".

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