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Haiki Metals presenta il nuovo Piano di Sviluppo: l’intervista al Presidente Pietro Colucci

Il Piano di Sviluppo 2026-2028 di Haiki Metals delinea una fase di profonda evoluzione del settore riciclo e trattamento metalli, ormai centrali nelle strategie industriali relative alla transizione ecologica. In un’intervista rilasciata ad “Affari Italiani”, il Presidente Pietro Colucci ha parlato della visione che sta guidando il Gruppo.

Pietro Colucci: l’evoluzione al centro del Piano di Haiki Metals

Se nei decenni passati il modello prevalente era quello dello smaltimento, con rifiuti e scarti eliminati dal ciclo economico, oggi il paradigma è radicalmente cambiato: si punta all’economia circolare, ovvero alla trasformazione dei rifiuti in nuovi prodotti o semilavorati destinati a rientrare nei processi industriali”. Così il Presidente Pietro Colucci sulla visione industriale che sta guidando le scelte di Haiki Metals. Un modello che si inserisce appieno nel percorso della transizione ecologica e in quella trasformazione che sta investendo il settore del trattamento rifiuti. “La sfida attuale non è più la semplice distruzione del rifiuto, neppure quando valorizzato sotto forma di energia, ma la sua trasformazione attraverso l’innovazione tecnologica, così da generare nuovi materiali capaci di competere sul mercato”, ha sottolineato il manager. Ed è proprio questa l’evoluzione al centro del Piano Industriale: il passaggio da attività di smaltimento a impresa di trasformazione, da azienda che gestisce rifiuti a produttore di materie prime seconde e semilavorati. Un processo che richiede nuove competenze e professionalità, oltre a capacità di innovazione costante. In Haiki Metals, questo percorso è stato avviato anni fa e oggi diventa finalmente “concreto e scalabile”. “Non si tratta soltanto di creare valore economico, ma di ripensare i processi produttivi e investire in innovazione tecnologica”, ha rimarcato Pietro Colucci, sottolineando che “saranno infatti le imprese più capaci di innovare a rendere più efficienti e competitivi i propri processi industriali, conquistando quote di mercato in un contesto globale”.

Pietro Colucci: focus sul consolidamento, ma non sono escluse operazioni straordinarie

Di fronte a questo nuovo paradigma industriale, Haiki Metals ha deciso di accogliere la sfida, determinata a essere protagonista in un settore che sta vivendo una trasformazione strutturale. Negli ultimi anni ha portato avanti un’intensa attività di acquisizioni, con una delle operazioni più recenti riguardante la rilevazione di un’azienda strutturata in grado di contribuire al rafforzamento della dimensione di Haiki, la ex Ecobat Italia. L’operazione ha portato il numero dei dipendenti a 800 unità, sempre più vicino alla soglia delle 1.000 persone, comportando anche un cambiamento nell’organizzazione e nell’approccio gestionale. “Oggi la priorità è integrare e valorizzare le realtà acquisite, riorganizzando il Gruppo in un’ottica di maggiore efficienza e preparandolo a eventuali future opportunità”, ha evidenziato Pietro Colucci. In soli quattro anni, la società è passata dai 60 milioni di euro di fatturato del 2021 a un obiettivo di 55 milioni di EBITDA nel 2026, con ricavi a 150 milioni. Uno sviluppo impetuoso che ora impone una fase di consolidamento. Il Piano 2026-2028 del Gruppo punta dunque sulla crescita organica: “Sviluppo delle attività esistenti, potenziamento degli impianti e incremento del fatturato facendo leva sull’attuale struttura, senza prevedere nuove acquisizioni nel perimetro strategico presentato”. L’obiettivo? Rafforzare quanto costruito finora e massimizzare l’efficienza interna, senza però escludere del tutto eventuali operazioni straordinarie.

Economia Oggi

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