Gianni Lettieri, Presidente di Atitech, è intervenuto agli Stati Generali della Ripartenza. Molti i punti toccati: dai giovani al futuro del Paese, avere una visione industriale chiara e prendersi cura del territorio.
“Gli Stati Uniti innovano, la Cina copia e in Europa si fanno le regole per creare “lacci e lacciuoli” alle imprese”, ha affermato Gianni Lettieri, Presidente di Atitech, agli Stati Generali della Ripartenza, organizzati dall’Osservatorio “Riparte l’Italia”. L’imprenditore si è soffermato sul discorso giovani e sulla loro crescita, sottolineando: “A noi imprenditori spetta in maniera importante e pressante tramettere ai giovani la passione di fare impresa per garantire il nostro futuro e lo sviluppo del Paese e aiutarli a sostenere i costi e i rischi dell’avviare le start up. Per tenere legati i giovani a una realtà aziendale è necessario formarli e dare loro opportunità di crescita. Per questo motivo in Atitech curiamo al nostro interno la formazione dei giovani e avremo, a breve, una nostra Academy dedicata”. Ha proseguito Gianni Lettieri: “Bisogna avere una visione industriale del Paese, un progetto chiaro di quello che vogliamo fare e tenere a livello industriale”.
L’intervento di Gianni Lettieri si è spostato poi sulle iniziative sociali promosse da Atitech nei confronti del territorio. “Dobbiamo assumerci una responsabilità importante, che è quella di pensare anche al territorio in cui operiamo, e smetterla con l’egoismo per il quale si pensa soltanto al bene all’interno delle mura della propria azienda. Per questo motivo abbiamo scelto di avviare delle iniziative a sostegno del territorio”. Come ogni anno dal 2020, durante le feste natalizie, Atitech avvierà la mensa solidale, distribuendo 200 pasti caldi al giorno alle famiglie dei dintorni di Capodichino. “La mia idea è in realtà quella di aprire questa iniziativa tutto l’anno. Abbiamo inoltre istituito un fondo per i figli dei dipendenti che vogliono studiare all’estero e poi tornare in Italia – ha concluso Gianni Lettieri – e, durante la pandemia, abbiamo trasformato un hangar in un hub vaccinale che ha consentito la somministrazione fino a 8.000 vaccini al giorno”.
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