Il nuovo governo in Italia

Dalla sfiducia data al governo Monti dal PDL, alle sue successive dimissioni, alle elezioni politiche, alla voglia di cambiamento rappresentata dal voto al Movimento 5 stelle, molti avvenimenti sono stati al centro dell'attenzione del popolo italiano, ma nonostante ciò la situazione economica non è certo migliorata.

 

Le agenzie di rating hanno declassato l'Italia e nel paese è presente e dilagante l'impoverimento delle famiglie italiane, che hanno accettato riforme e manovre dal governo Berlusconi prima e Monti dopo, ma nonostante ciò, una campagna elettorale senza esclusioni di colpi ha consegnato all'Italia un governo che non avendo una maggioranza assoluta anche in Senato, di fatto non può governare.

Intanto i mercati e i paesi dell'area Euro ci guardano con preoccupazione, l'Italia è troppo grande per fallire ed è così grande che non può essere aiutata e deve farcela da sola è la loro opinione, ma allo stesso tempo ci hanno imposto una maggiore Austerity che un Paese in recessione non poteva di certo sostenere, il risultato è stato certamente una sofferenza in espansione per l'economia reale del nostro Paese.

Le divisioni politiche e le prese di posizioni dei partiti politici, compreso il nuovo Movimento 5 Stelle che doveva rappresentare la novità assoluta, mettono in risalto ogni giorno l'impossibilità di governare del nuovo governo eletto, i Presidenti di Camera e Senato sono stati eletti in un certo qual modo quasi per fortuna, dato che Grasso era ben stimato da alcuni Grillini che non hanno accettato di consegnare la presidenza del Senato all'avversario Schifani, proposto dal Pdl.

Se si richiedono spiegazioni ai partiti per tale situazione politica ognuno risponde che per non tradire il proprio elettorato,sono costretti a scegliere solo certi tipologie di coalizione: il Pd afferma che preferirebbe fare una coalizione con il Movimento 5 stelle che non accetta, il Pdl vorrebbe farla con il Pd che a sua volta non accetta e il Movimento 5 stelle non vuole farla con nessuno e così si profilano all'orizzonte le elezioni anticipate.

Ma a quanto pare i partiti o i movimenti  non si rendono conto che il proprio elettorato è il popolo italiano che in diverso modo ha dato pari fiducia a questi rappresentanti, per avere un governo stabile che faccia con urgenza le riforme necessarie.

Il popolo italiano inoltre ha accettato di buon grado, pesanti riforme anche strutturali e nuove tasse e sicuramente ora non vuole che i propri sacrifici siano gettati al vento e vedere che i partiti quasi auspichino una situazione di stallo dandone la colpa all'avversario politico, per ottenere una maggioranza assoluta nelle prossime elezioni,infonde uno stato d'animo di completa sfiducia nella popolazione consapevole che il posticipare delle riforme necessarie al Paese potrebbe consegnare a questo futuro governo uno Stato più povero, e nelle peggiori delle ipotesi uno Stato che ha perso la sua Sovranità o fuori dall' Europa.

Richiedere al presidente Napolitano di assumersi la responsabilità di indicare la formazione di un altro governo tecnico alla fine del suo mandato è sicuramente auspicabile rispetto ad uno stallo politico completo, ma come è possibile richiedergli tale posizione dopo che tutti i partiti e movimenti hanno aspramente criticato il governo Monti, colpevole di aver dovuto provvedere e di aver dovuto dare credibilità all'Italia in un momento difficile con riforme criticabili, ma necessarie ed urgenti nella situazione in cui eravamo nel 2011.

Se fossimo di un altra Nazione con una diversa legge elettorale che non fosse stata denominata Porcellum sin dalle sua nascita e che nessuno ha voluto modificare, forse non saremmo stati in questa situazione di stallo, perchè normalmente chi prende più voti vince le elezioni, ma ritrovandoci in questa situazione le forze politiche dovrebbero agire con responsabilità e non in vista delle prossime elezioni, sapendo già chi additare per la disfatta del Paese perchè agli occhi del popolo italiano comunque ne sarebbero tutti ugualmente responsabili nessuno escluso.

 

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