Giovani: guardare lontano per vedere oltre

Giunto alla 41ma edizione, il Convegno organizzato da Confindustria Giovani ospita, nel contesto di Santa Margherita Ligure, una riflessione dal tema "Giovani: guardare lontano per vedere oltre". Prende parte anche il Presidente di Eni, Giuseppe Recchi, di cui si può leggere di seguito l'intervento.

L'approccio che quest'anno si è voluto dare all'incontro annuale di Santa Margherita, mi trova particolarmente d'accordo. Sono infatti convinto che la scelta di porsi di fronte alla questione del futuro dei giovani in una prospettiva positiva, di ottimismo - pur in un momento storico certamente difficile - sia la sola possibile carta vincente.
Non credo che il nostro non sia un "paese per giovani". Non mi piacciono gli "assoluti", soprattutto se sono catastrofisti. Anche perché un insegnamento straordinario ci viene da quello che abbiamo visto negli ultimi mesi in Nord Africa, in cui le rivoluzioni della primavera araba ci hanno dimostrato che il motore propulsivo del cambiamento - anche in contesti che sembravano atrofizzati e senza speranza - è arrivato proprio dai giovani.
Proprio perché non esistono in assoluto paesi che non possono dare prospettive ai giovani, ritengo che il Presidente Napolitano nel suo discorso di fine anno dedicato al futuro delle nuove generazioni, abbia centrato il punto fondamentale: il dovere per tutti noi di non restare paralizzati da un'ansia sempre più diffusa che ci fa perdere di vista il naturale progresso di generazione in generazione e insieme a questo il richiamo a guardare in positivo alle sfide di un mondo globale.
E, se credo che una parte indispensabile della formula di successo sia in mano ai giovani - che con il loro impegno, studio e formazione devono dare il meglio di sé - sono altrettanto convinto che da soli possono fare poco se non trovano la giusta sponda in istituzioni, legislatori, imprese e in tutti noi.


SITUAZIONE ATTUALE

Per trovare una soluzione positiva, non possiamo tuttavia fare a meno di ammettere che ancora ci troviamo in una situazione difficile per il nostro paese.

E certamente i più colpiti dalla crisi sono stati i giovani: i nati tra il 1974 e il 1994 su cui è ricaduto il costo più pesante della crisi economica. Nello scorso anno tutte le perdite nette di posti di lavoro si sono concentrate nel bacino degli lavoratori atipici e temporanei, dove si conta la maggior parte degli under 35.

[Faccio un breve cenno ad alcuni dati che certamente sono già emersi nel dibattito di ieri. L'occupazione fra i giovani di età compresa tra 15 e 24 anni è scesa dell'11,6% e del 5,5% tra i 25 e i 34 anni. In altre parole, su 1,87 milioni di disoccupati italiani, oltre un milione hanno meno di 34 anni. Quasi il 60% dei disoccupati sono giovani.

Una situazione più incoraggiante si riscontra nell'industria manifatturiera, se pensiamo che - come ci dicono i dati Censis - il settore assorbe complessivamente il 31,6% degli occupati di età compresa tra 15 e 24 anni e il 30,8% di quelli tra 25 e 39 anni. Ma, se in quanto a lavoro manuale la media italiana è superiore a quella europea, la doccia fredda arriva se si guarda agli incarichi dirigenziali dove detEniamo il record negativo degli under 35 (il 14,6% dei giovani e il 3,5% dei giovanissimi a fronte di una media europea del 24,2% e del 7,0%)]

Allora, se questa è la situazione, chiedendomi quale contributo potessi dare a questa discussione, mi sono risposto che due sono gli aspetti che forse possono essere di interesse. Che cosa potrò portare in azienda traendo spunto dalla mia esperienza personale e professionale e quello che fa Eni per i giovani.

 

COSA FA ENI PER I GIOVANI

Passando all'azienda in cui da poche settimane svolgo il mio lavoro e cercando qualche spunto per questo mio intervento, ero curioso di sapere cosa facciamo in concreto per i giovani e ne sono rimasto particolarmente colpito.

Non si tratta di generosità, ma di avere la profonda convinzione che investire sui giovani non e' una delle alternative sul piatto ma e' l'unica via per un'azienda che vuole restare al passo con i tempi ed essere competitiva nel mondo globale.
In Eni parlano i numeri: tra il 2006 e il 2010 sono state assunte in Italia 6.600 persone:
- il 66% degli assunti erano giovani alla prima esperienza lavorativa
- il 21%, circa 1400, donne
Complessivamente sono stati assunti 3.761 laureati, di cui 2733 neo-laureati. Del totale:

  • Il 66 % in ingegneria
  • Il 12,4 % in economia
  • Il 10 % laureati in altre materie scientifiche
  • L'11,6 % in giurisprudenza ed altre discipline.

- Il 60% delle assunzioni sono avvenute nelle sedi direzionali, con prevalenza di tecnici, di questi il 71% laureati e il 27,5% diplomati.
- Il 40% delle assunzioni sono avvenute nelle sedi operative, con il 59,3% di diplomati e il 35,7% di laureati.

 

SELEZIONE E INSERIMENTO DI GIOVANI LAUREATI
Questi giovani, vengono selezionati attraverso un processo rigoroso, affidato ad Eni corporate University, società nata nel 2001, come centro di competenza in grado di garantire all'intero Gruppo una visione ed un'azione unitaria su temi strettamente interconnessi, quali il recruitment e l'inserimento del personale, con particolare riferimento ai giovani neolaureati, la formazione e le collaborazioni con le università.
Eni, attraverso Eni corporate University, ha selezionato nell'ultimo triennio circa 300 neolaureati all'anno [mediamente l'80% ingegneri o laureati tecnico-scientifici e il 15% laureati in economia].

 

LA COLLABORAZIONE CON IL MONDO UNIVERSITARIO PER LO SVILUPPO DI PROFESSIONALITÀ CHIAVE PER IL NOSTRO BUSINESS
Prima di affrontare il tema delle collaborazioni con importanti atenei italiani, voglio soffermarmi un momento sulla Scuola di Studi Superiore sugli Idrocarburi costituita nel 1957, prima business school italiana dedicata anche a stranieri, rinominata nel 1969 Scuola Mattei. Ad oggi hanno conseguito il Master MEDEA della Scuola Mattei - Master in Economia dell'Energia e dell'Ambiente che ha come fine un possibile inserimento nelle divisioni e società di Eni - oltre 2.500 studenti, provEnienti da più di 100 stati diversi, normalmente paesi con i quali intercorrono relazioni di business. Numerosi tra i nostri ex-alumni ricoprono ruoli di spicco nei governi o nelle compagnie petrolifere di Stato dei Paesi in cui Eni opera.
L'impegno di Eni per lo sviluppo dei giovani si concretizza inoltre attraverso il contributo fornito nella realizzazione di Master universitari (Ingegneria del Petrolio, Progettazione Impianti Oil & Gas, Sicurezza e Protezione Ambientale nell'Industria Oil & Gas, ecc.), corsi di laurea magistrale, borse di studio per dottorati di ricerca e nel finanziamento di cattedre universitarie in alcune delle principali Università pubbliche e private: il Politecnico della mia Torino, il Politecnico di Milano, l'Università de L'Aquila, l'Università di Bologna e la Johns Hopkins University, la Bocconi, la LUISS.
Tutte iniziative con una stretta correlazione al nostro core business e mirate a creare per Eni un vivaio di nuove risorse.

 

LA FORMAZIONE IN ENI A SUPPORTO DELLO SVILUPPO DEI GIOVANI
L'attenzione alla formazione e allo sviluppo del personale e, in particolare, dei giovani è un altro elemento che da sempre caratterizza Eni.
Il fondatore di Eni, Enrico Mattei fu un antesignano delle politiche di formazione di giovani di talento, lanciando fin dai primi anni Cinquanta, programmi di addestramento per tutte le figure professionali, da quelle più operative, fino ai quadri e i dirigenti. [Era frequente che Mattei mandasse i suoi collaboratori migliori negli Stati Uniti affinché potessero visionare modalità organizzative innovative da portare in Italia.]
Come allora, oggi i giovani assunti vengono inseriti in un percorso di formazione e sviluppo che ha l'obiettivo di trasformare quanto prima le loro potenzialità in performance professionali e capacità manageriali.
Anche su questo tema, parlano i numeri. Eni, nel 2010, ha investito in Italia e all'estero circa 67 milioni di euro, per un totale di 3,7 milioni di ore di formazione.

 

L'ATTENZIONE AI GIOVANI RICERCATORI
Una grande azienda come Eni, che opera in un settore in cui l'innovazione tecnologica è di vitale importanza nella competizione per l'esplorazione e lo sviluppo delle risorse, non può certamente fare a meno di investire nei giovani ricercatori.
Nel 2008, Eni ha lanciato un progetto di potenziamento della ricerca sulle energie non convenzionali, attraverso l'inserimento di giovani e brillanti ricercatori reperiti dal mercato esterno.
L'attività è stata concentrata sul nostro Centro Ricerche per le Energie Non Convenzionali - Istituto Donegani di Novara, in stretta collaborazione con il MIT di Boston.
Nell'ambito del Progetto, dal 2008 ad oggi, sono stati inseriti 20 giovani laureati da avviare al ruolo di Ricercatore e 6 giovani diplomati su ruoli tecnici di laboratorio, con un'età media di 25 anni, nelle aree Chimica Fisica, Chimica SostEnibile, Nuovi Materiali, Solare, Tecnologie Ambientali e Tecnologie di Processo.
Tutto ciò, sottolinea quanto Eni creda nei giovani.
E ci crede a tal punto che ha dedicato la sezione Debutto nella Ricerca, riservata a ricercatori under 30, del premio Eni Award, il premio istituito da Eni nel 2007 con lo scopo di promuovere la ricerca sull'energia sostEnibile e divenuto nel corso degli anni un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell'energia e dell'ambiente.

 

CONCLUSIONI

Voglio concludere ricordando ancora una volta Enrico Mattei, che aveva nel proprio DNA la fiducia nel talento dei giovani e lo considerava una risorsa senza prezzo per far crescere la sua azienda al punto che il suo motto era "Quando li trovo, giovani, ricchi di talento, motivatissimi, disponibili fino alla dedizione, li assumo anche se non ne ho bisogno, perché quando ne hai bisogno non li trovi".

E' stato proprio il nostro fondatore ad insegnarci a scommettere sui giovani, fidandoci della loro passione ed energia. Una convinzione che lo portò, ad esempio, a scegliere dirigenti di non più di 35 anni e ad affidare a un giovanissimo Bertolucci la regia di un documentario, diventato poi un capolavoro ("La via del petrolio").

Oggi Eni non ha abbandonato questa strada e anche nella nostra comunicazione sia istituzionale che commerciale, abbiamo scelto di affidarci proprio a giovani artisti che interpretino, nei modi e negli stili più diversi, i tratti distintivi di Eni.

Continuiamo a credere che questa sia la via maestra per il successo della nostra azienda.

FONTE: Discorso Confindustria giovani
Autore: Giuseppe Recchi

Articoli correlati

Cookies Policy