Alessandro Benetton premia il disoccupato dell’anno

Alessandro Benetton punta sui giovani con la campagna "Unemployed of the year"

United unemployed of the Benetton, disoccupati di tutto il mondo unitevi. La nuova campagna del gruppo di Ponzano Veneto, presentata a Londra da Alessandro Benetton dopo il passaggio di testimone con il padre fondatore Luciano, abbandona i toni provocatori della precedente - chi non ricorda le polemiche per i manifesti che fotografavano il bacio tra Papa Ratzinger e l'Imam del Cairo - e abbraccia i colori agrodolci del tema del momento, la grande crisi che ha lasciato sul tappeto, anzi a casa, 100 milioni di giovani nel mondo.

"Non c'è niente di peggio che sprecare una giovane mente" è il mantra che ripete Alessandro Benetton al lancio di "Unemployed of the year", disoccupato dell'anno, che si propone con un'ironia un po' tagliente di premiare il progetto più brillante che ogni giovane senza lavoro dai 15 ai 29 potrà presentare a Fabrica, cuore pulsante della nuova campagna in collaborazione con Unhate Foundation, la fondazione istituita dal gruppo per promuovere la cultura del non odio. Sarà un contributo concentro alla generazione dei Neet (Not in Education, Employment or Training) quei giovani tra i 18 e i 30 anni che non studiano e non lavorano nemmeno sotto forma di apprendistato, e si trovano a lottare più dei loro genitori per costruirsi un futuro. In cifre la nuova campagna di Benetton disporrà di 500mila euro da distribuire ai cento progetti scelti dagli stessi giovani via web. Certo, 5000 euro a testa per questi giovani talenti sono una goccia nel mare della disoccupazione. "Non possiamo cambiare il mondo - risponde Alessandro Benetton - però la nuova campagna presenta un ritratto realistico della società di oggi e affronta il tema della non occupazione giovanile e del potenziale conflitto tra generazioni, e valorizza il grande capitale umano dei giovani. Ci basta aver trasmesso che siamo dalla loro parte, non ci aspettiamo nemmeno di migliorare le vendite". "Spero che venderanno più maglioni invece" replica Paolo Barbiero, segretario generale della Cgil di Treviso che approva comunque l'iniziativa: "L'idea è benvenuta". Un piccolo passo per il gruppo, dopo il delisting da Piazza Affari e in attesa che il Piano di rilancio produca i suoi effetti. "Di numeri non parlo" chiude Alessandro Benetton, facendo capire che l'attesa per il bilancio annuale è mantenere i ricavi costanti.

FONTE: Il Fatto Quotidiano
AUTORE: Erminia della Frattina

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