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Re:Contribuenti minimi geometra libero professionista (1 in linea) (1) Utenti online
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Discussione: Re:Contribuenti minimi geometra libero professionista
#38
Gianpaolo (Utente)
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Buongiorno,
mi chiamo Gianpaolo e mi sono appena iscritto al vostro sito. Dopo alcuni anni da lavoratore precario,
avrei intenzione di iscrivermi all'albo geometri come libero professionista. Ho però alcuni (grossi) dubbi
sulla reale convenienza di questa mia scelta. Ora vorrei chiedere gentilmente, se possibile, di avere una sorta di risposta
-consulenza su una mia previsione di ricavi annuali, iniziando questa attività. Questo per verificare l'effettiva convenienza.
Cercherò di essere il più chiaro possibile.

Iniziando l'attività opterei sicuramente per il regime dei contibuenti minimi.
La prima domanda: su una fattura di 1000 euro, 300 dei quali sono spese vive, l'imponibile su cui calcolare la ritenuta d'acconto è di 700 euro?
Se questa premessa è giusta, vorrei ipotizzare una previsione ricavi per un anno d'attività.
Ipotizzerei 20 fatture di 1000 euro ciascuna, 10 delle quali a soggetti con partita Iva, gli altri 10 soggetti senza. Ogni fattura comprenderebbe spese vive di 300
euro.
Nel primo caso, la ritenuta d'acconto risulterebbe (10000-3000)x0,2=1400 euro
Nel secondo caso, in sede di dichiarazione dei redditi, dovrei dedurre le spesse dei contributi previdenziali alla cassa geometri e iscrizione collegio, che ammontano a circa 3200 euro l'anno. Otterrei quindi: (10000-3000)= 7000 euro di utile - 3200= 3800 euro
Sui 3800 euro, ipotizzando un forfait di 500 euro come costi deducibili (benzina, spese cellulare ecc..) e almeno 1000 euro per acquisto beni strumentali, risultano 2300 euro da dichiarare: 2300x0,20=460 euro di IRPEF

Il quadro completo sarebbe:
20000 euro ricavi
6000 euro spese vive
utile 14000 euro

1500 euro costi deducibili
ritenute d'acconto e irpef 1860 euro
spese per contributi previdenziali 3200 euro
GUADAGNO NETTO: (14000-1860-3200)=8940 euro

Su questi 8940 euro, devo togliere anche i 1000 euro per gli acquisti strumentali che, per un professionista all'inizio dell'attività, sono una somma a dir poco insufficiente.
Tirando le somme, avendo un utile netto di circa 8000 euro l'anno, risultano 670 euro di guadagno mensile.
Con la mia analisi, non riesco a prevedere ricavi maggiori ai 20000 euro l'anno, nei primi 3 anni di attività; sinceramente mi chiedo: lavorando in un supermecato, potrei avere una busta paga di 1100 euro circa al mese, più la tredicesima, per 8 ore di lavoro al giorno. 1100 euro al mese contro nemmeno 700 euro. Lo stesso se riuscissi a esercitare il lavoro di geometra come dipendente, e non come libero professionista.

Chiedo cortesemente un "giudizio" sulla mia analisi, se è sufficientemente corretta oppure se mi è sfuggito qualcosa. Ad esempio, non esiste una soglia minima di reddito sulla quale non si calcola l'IRPEF?

Sono stato lungo, ma è importante per me capire a cosa andrei incontro. Ringrazio sin da ora per la cortese risposta.
Saluti

Gianpaolo
 
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#41
Elena (Utente)
Fresh Boarder
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Re:Contribuenti minimi geometra libero professionista Karma: 0  
Ciao Gianpaolo, ma per spese vive intendi spese effettuate in nome e per conto dei tuoi clienti o spese attinenti all'attività che svolgi? Perchè se intendi spese attinenti alla tua attività non devi riportarle in fattura, ma dovrai presentare le fatture di acquisto in sede di dichiarazione dei redditi, in più se non sbaglio nel modello unico potrai usufruire della detrazione per redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, comunque non penso che hai fatto un giusto calcolo, il mio ragazzo ha aperto 2 anni fa la p.iva con il regime dei minimi, e l'anno scorso ha fatto il modello unico, lui emette fattura senza riportare in essa delle spese e calcola sull'imponibile la ritenuta del 20% se fatta a aziende mentre per privati non la applica, questa e un'imposta sostitutiva si paga al posto dell'irpef per capirci, e quando è andato a compilare il modello unico il commercialista ha compilato il riquadro CM per il quale è risultato in credito di un importo perchè la ritenuta versata era maggiore di quella che effettivamente doveva pagare calcolata sottraendo dal reddito i componenti negativi, cioè i costi sostenuti, e il riquadro RN dove ha potuto usufruire della detrazione che ti ho menzionato prima che per lui era +o- sui 1000 euro e anche in questo riquadro è risultato in credito d'imposta, quindi con questi crediti nel modello F24 si è pagato parte dei contributi, però c'è da dire che lui è iscritto alla gestione separata e non ha dei contributi da pagare così elevati.
Dimenticavo anche che puoi applicare l’addebito in fattura del contributo integrativo del 2/4% per i professionisti iscritti alle rispettive casse di previdenza o di quello previdenziale del 4% previsto in relazione alla L. 335/1995 per i professionisti iscritti alla gestione separata INPS, quindi ottenere un maggior risparmio sul pagamento dei contributi.
Ciao e a presto
 
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Ultima Modifica: 2010/05/18 18:52 Da Elena.
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#42
Gianpaolo (Utente)
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Ciao Elena e grazie per la tua risposta.
Per spese vive intendo i costi sostenuti per i clienti, le pratiche, i costi per i documenti richiesti e approvati dal catasto ecc.. Mi domandavo se tali costi dovessero essere elencati comunque sulla fattura, anche se l'imponibile su cui calcolare il 20% di ritenuta dovrebbe essere il compenso netto.
Sì, i contributi da pagare alla cassa sono molto alti. Ho più di 30 anni e quindi non ho diritto al riduzione del 50% per i primi tre anni di attività.
Questo è un handicap molto forte, che mi sta facendo rinunciare.
Purtroppo, non posso esercitare questo tipo di attività aprendo la partita iva e iscrivendomi alla gestione separata INPS; lo potrei fare nel caso esercitassi solamente l'attività di disegnatore. Dallo statuto dei geometri infatti si deduce che, è obbligatoria l'iscrizione alla cassa e all'albo, se si esercita attività similare a quella del geometra.
L'unica alternativa è l'assunzione presso uno studio tecnico come dipendente, farei il geometra a tutti gli effetti, ma non metterei la firma.
Sinceramente son confuso, e non so bene che decisione prenderò.
Ah, il poter addebitare il 4% sulla fattura, come recupero contributi è comunque un piccolo aiuto, ma è sempre poco.
Grazie ancora della risposta.
Ciao
Gianpaolo
 
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#44
Elena 78 (Utente)
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Ciao Gianpaolo,

In fattura da quello che mi risulta, si mettono solo le spese effettuate per conto del cliente, vanno messe alla fine della fattura senza tassarle, tu le sommi in fondo, cioè senza calcolarci contributi e ritenuta d'acconto...nella parte finale della fattura, la evidenzi alla fine dei conti e alleghi la ricevuta. Da controllare, però, quali sono esattamente le spese direttamente rimborsabili, ai sensi dell'art.15 del DPR 633/72.

L’esclusione di queste spese dalla base imponibile presuppone una specifica documentazione intestata al cliente, ovvero integrata con il nome del cliente e del prestatore (spese anticipate dal professionista in nome del cliente), e che si tratti di spese che il professionista ha sostenuto per conto del cliente e non spese inerenti allo svolgimento della prestazione (spese anticipate dal professionista per conto del cliente).

Però scusa per i contributi, volevo sapere, essendo un reddito quello del libero professionista assimilabile a quello dei lavoratori dipendenti dovresti poter usufrire della detrazione che ti ho menzionato nel precedente post o no?

Comunque ho trovato delle informazioni interessanti sui contributi che dovrai versare presso questo indirizzo



e effettivamente avendo + di 30 anni non potrai usufruire delle agevolazioni, ma sei sicuro che devi versare più di 3000 euro?
Io ho letto in questo testo, questa cosa qui:

VERSAMENTI OBBLIGATORI 2008
ALLA CASSA DI PREVIDENZA GEOMETRI

CONTRIBUTO SOGGETTIVO:
10,5 % del reddito netto professionale, con un minimo di € 1.750,00*(artt. 10 e 16 legge 773/82)
Per i redditi eccedenti € 132.600,00 la percentuale è ridotta al 3,5%
* Da aggiungere il contributo per la copertura degli oneri relativi all’indennità di maternità di € 20,00

CONTRIBUTO INTEGRATIVO:
4% del volume d’affari I.V.A relativo all’attività professionale, da applicarsi in parcella quale maggiorazione percentuale, con un minimo di € 700,00 (art. 11 legge 773/82 e successive modifiche
A tal proposito si comunicano la dicitura da citare in ogni parcella professionale ( quindi in fattura) e, per
conoscenza, gli eventuali estremi normativi:
4% contributo integrativo CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza Geometri)
Art. 2 del Regolamento sulla Contribuzione CIPAG, comma 5
Decreto Interministeriale del 27/02/2003 pubblicato sulla G.U. n. 81 del 07/04/2003 pag. 56

Comunque sicuramente ti consiglio di chiedere a qualcuno che ha più esperienza di me nel tuo settore e fammi sapere sai vorrei fare un giorno la consulente e ogni informazione per me vale tantissimo, e in bocca al lupo per tutto.

Ciao Elena
 
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Ultima Modifica: 2010/06/18 18:41 Da amministratore.
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Ciao Elena, volevo dirti che il reddito del libero professionista con P.iva non è un reddito assimilabile a quello dei lavoratori dipendenti quindi non si può usufrire della detrazione.
Ciao e a presto
 
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