Alessandro Benetton ad “Affari&Finanza”: “Il mio credo da imprenditore? Creare valore”

Interviste - Alessandro Benetton

La filosofia imprenditoriale di Alessandro Benetton, le sfide vinte in quasi trent'anni di carriera e i nuovi traguardi da raggiungere, perché bisogna sempre essere in movimento, pronti a cambiare e a rincorrere novità. Il Presidente di 21 Investimenti si racconta in una lunga intervista ad Affari&Finanza: "Il mio credo non sono i numeri freddi, ma tre missioni: ricavi, Ebitda e soprattutto occupazione" perché "un imprenditore deve lasciare un segno". E lui ne ha lasciati parecchi nei venticinque anni di attività di 21 Investimenti anche se preferisce lasciare parlare "i fatti, le storie".

Quella ad esempio della catena di multisala "The Space", dove "abbiamo rivoluzionato un modello che tutti davano per perdente". O ancora Farnese, che nel settore dei vini è passata da azienda familiare a realtà manageriale pronta a sbarcare in Borsa. Senza dimenticare Forno d'Asolo, leader in Italia nei prodotti da forno surgelati, e ora Carton Pack, eccellenza del Sud.
"L'unico dispiacere è quando le aziende le vendi a fine periodo, non lo vorrei fare mai. Ma è bello quando lasci qualcosa sul territorio" afferma Alessandro Benetton. Basti pensare che "nel periodo di investimento, le persone impiegate nelle aziende che abbiamo guidato sono più che raddoppiate". Ad oggi il gruppo internazionale annovera novantasei investimenti, un tasso interno di rendimento del 20%, 1,6 miliardi di euro di asset in gestione e dal 1992 il valore degli investimenti è stato triplicato. La sua performance si caratterizza inoltre per l'utilizzo bassissimo del debito e la forte spinta a ricerca e innovazione: "Il private equity è un settore in cui ci si misura di continuo, ed il metro è la fiducia che hai dagli investitori, e la fiducia ce l'hai solo se ottieni risultati. Se resisti e cresci vuol dire che fai bene il tuo lavoro".
Ma per Alessandro Benetton fondamentale è anche "la continua tensione al cambiamento": i numeri premiano quando nell'azienda finanza e industria si parlano per conseguire un obiettivo comune. "Penso che sia sbagliato fare distinzioni drastiche e pensare che l'industria sia quella che gestisce e la finanza quella che mette i soldi. La finanza è la benzina che si mette nel motore, ma le due componenti devono convergere" osserva il Presidente di 21 Investimenti sottolineando che se da un lato la finanza oggi per essere accettata debba diventare più sostenibile, più consapevole e far parte di un processo finalizzato a creare valore, dall'altro l'industria deve rinnovarsi e saper cambiare strada.
"Mantenere la buona gestione, ma essere sempre aggiornata sui cambiamenti in atto" precisa Alessandro Benetton aggiungendo che bisogna anche accettare qualche rischio e confrontarsi con mondi che non progrediscono linearmente ma "a gradini": "Certo, finora pare essere andata bene, ma quale sarà la nuova frontiera con Industria 4.0, intelligenza artificiale, machine leaming? Anche chi pensa di tenersi l'azienda per 25 generazioni deve tenerne conto".

 

Cookies Policy