Alessandro Benetton a Il Messaggero: “Venticinque anni di 21 Investimenti”

Interviste - Alessandro Benetton

Un'avventura nata nel 1992, quando il private equity in Italia era ancora sconosciuto: oggi 21 Investimenti "è maggiorenne e continua a cambiare perché chi non cambia è perduto". Il Messaggero ha intervistato Alessandro Benetton, Fondatore e Presidente della realtà che in venticinque anni di vita ha completato più di novanta operazioni e raccolto risorse per oltre 1,6 miliardi di euro da investitori italiani e internazionali.

Aveva 28 anni quando, con determinazione, intraprese la carriera imprenditoriale "Non volevo essere l'erede di nessuno: volevo scrivere una pagina solo mia" sottolinea nell'intervista ripercorrendo i passaggi che hanno contribuito alla crescita del gruppo anche nei mercati esteri. "All'inizio del Duemila siamo diventati struttura pura di Private e infine siamo passati da finanziatori di Pmi a soci che nelle aziende si fanno anche carico delle scelte e si prendono la responsabilità ultima della gestione" spiega Alessandro Benetton soffermandosi anche sui traguardi raggiunti: il rendimento complessivo realizzato dal gruppo da quando è nato è di oltre il 20% annuo mentre le aziende che beneficiano del suo apporto generano ricavi per 1,4 miliardi di euro e impiegano 8mila dipendenti. "Straordinaria" poi la creazione di valore a partire dal 2007, nonostante la crisi che ha indotto ad avere tempi di reazione più brevi per rispondere efficacemente alla dinamicità del mercato.
21 Investimenti è un capitolo tra i più rilevanti nella storia professionale di Alessandro Benetton: "Il mio lavoro era ed è qui" ribadisce l'imprenditore interrogato sul perché nel 2013 ha deciso di lasciare dopo pochi mesi la presidenza di Benetton Group per dedicarsi esclusivamente al fondo di private equity: "Se uno deve guidare, guida: non devono esserci troppe mani sul volante. Ho sempre avuto con tutti, anche con i manager o l'Amministratore Delegato, intese straordinarie per affetto e rispetto. Ma quando ho capito che la troppa passione di tutti portava a non concentrarsi sul futuro, ho preferito farmi da parte". E sulla recente notizia del rientro del padre nel gruppo: "È una bella sfida: se ci si organizza bene, potrebbe venir fuori un bel risultato. Può essere il fattore scatenante di una nuova energia: io sicuramente faccio il tifo".

 

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